Le regole sulle spiagge a numero chiuso in Gallura.
Ingresso regolamentato, accessi a numero chiuso e norme sempre più stringenti: sono queste le condizioni con cui, anche nell’estate 2025, si dovranno confrontare i visitatori delle spiagge a numero chiuso della Gallura. Un modello di gestione resosi necessario per tutelare ecosistemi fragili e contrastare l’impatto del turismo di massa concentrato in poche settimane.
Località come Rena Bianca a Santa Teresa Gallura, le Piscine di Cannigione ad Arzachena nella Costa Smeralda, Cala Coticcio e Cala Brigantina nell’arcipelago de La Maddalena, Cala Brandinchi e Lu Impostu a San Teodoro, sono tra le mete soggette a limiti di accesso giornaliero. Oltre al numero chiuso, ogni Comune prevede regolamenti specifici che includono divieti come il fumo, l’utilizzo di apparecchi musicali ad alto volume, giochi da spiaggia, il consumo di cibo e l’obbligo di non disperdere sabbia. Alcune norme, come quelle sul rispetto dell’ambiente, dovrebbero far parte del senso civico di ogni visitatore, ma sono oggi imposte anche formalmente.
Il sistema di prenotazione non è centralizzato. Ogni amministrazione locale, come ricorda l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, deve predisporre autonomamente la gara d’appalto per la gestione degli ingressi. La Regione si limita a raccogliere e pubblicare le informazioni nel portale “Sardegna Turismo” e nelle cartine distribuite in fiere internazionali, tramite Qr Code dedicati.
Comunicare in modo chiaro e tempestivo le modalità di accesso è essenziale per evitare disservizi e lamentele, soprattutto da parte di turisti che pianificano vacanze costose. Secondo Cuccureddu, il numero chiuso rappresenta solo una minima parte del più ampio tema della sostenibilità turistica, che coinvolge anche questioni strutturali come la scarsità di agenti di Polizia locale o i frequenti sovraccarichi dei depuratori.
