Tempio ricorda Fabrizio De André dopo 27 anni “con gratitudine e responsabilità”

Per l’anniversario della sua scomparsa il sindaco di Tempio ricorda Fabrizio De André

Gianni Addis, sindaco di Tempio, ricorda Fabrizio De André nel giorno della sua scomparsa, l’addio risale all’11 gennaio 1999.

Il messaggio del sindaco di Tempio

“Oggi ricorre l’anniversario della scomparsa di Fabrizio De André, uno dei più grandi poeti italiani del nostro tempo, capace di raccontare gli ultimi, i diseredati e gli invisibili, restituendo loro voce e dignità.
Per la Città di Tempio Pausania è stato un onore accogliere la sua presenza discreta e riservata, per la nostra comunità un privilegio condividere anni di vita quotidiana, momenti familiari e professionali. Tante le amicizie coltivate, le persone conosciute, spontanea e naturale la sua l’integrazione nella vita del paese. La sua non fu una permanenza occasionale ma una scelta di vita. L’Agnata, stazzo gallurese ai piedi del Limbara, divenne per lui il luogo capace di nutrire la sua musica e le sue canzoni, quel patrimonio inestimabile che rappresenta ancora oggi una delle più preziose eredità artistiche del mondo contemporaneo”.

Tempio e De André

“Anche chi non lo ha conosciuto personalmente può ritrovarlo a Tempio, perché qui del cantautore ligure è rimasta una traccia che non è soltanto memoria: è sguardo, è modo di stare al mondo con rispetto e attenzione.
Oggi la città conserva e rinnova il ricordo di Fabrizio De André con gratitudine e responsabilità, accogliendone l’eredità morale e culturale: nei versi che accompagnano il cammino nel centro storico, nella piazza a lui dedicata e nello Spazio Faber che occupa l’antico mercato, dove un racconto per immagini ne ripercorre la vita e l’opera. A questo patrimonio si unisce, ogni estate, il Faber Festival: non solo un omaggio artistico, ma un appuntamento che rinnova l’ascolto e riunisce generazioni diverse, mantenendo viva la sua lezione più profonda — quella di saper ascoltare, dare dignità alle storie, riconoscere umanità dove altri vedono soltanto margine”.

“Un pensiero speciale va a Dori Ghezzi, con la quale Tempio Pausania ha coltivato negli anni un rapporto di stima e amicizia. Con lei condividiamo l’affetto e la gratitudine per un uomo grande e discreto, per un artista straordinario, per un poeta che ha saputo parlare al cuore degli ultimi e, insieme, alla coscienza di tutti. A nome della nostra città, oggi vogliamo ricordarlo dicendo semplicemente: grazie, Faber. Per averci ricordato che “gli ultimi” non sono un tema: sono persone. E che la poesia, quando è vera, può essere anche una forma di giustizia”.

Condividi l'articolo