Tentato omicidio a Loiri, assolto dopo 9 anni: non sparò contro il vicino

tentato omicidio loiri

Il tentato omicidio a Loiri non si trasformò in tragedia per una casualità.

Una fucilata esplosa davanti al portone di casa, una rosa di pallettoni deviata per caso da una borchia metallica, e un uomo che sfiorò la morte mentre stava cenando, questa la dinamica del tentato omicidio a Loiri di 9 anni fa. La sera del 16 ottobre 2014, Salvatore Fideli – noto possidente e storico fondatore della discoteca Ripping di San Teodoro – fu bersaglio di un colpo d’arma da fuoco sparato a distanza ravvicinata.

Secondo quanto accertato in fase investigativa, qualcuno si era appostato davanti all’ingresso della sua abitazione e aveva fatto fuoco. Il colpo, che avrebbe potuto uccidere, fu deviato da un dettaglio metallico della serratura e si conficcò nella parete, sfiorando Fideli, all’epoca 63enne, miracolosamente illeso.

Le indagini, l’accusa e l’arresto.

A distanza di alcuni mesi, gli inquirenti arrestarono Mario Decandia, residente a Loiri Porto San Paolo. All’epoca dei fatti, l’uomo aveva 85 anni. L’ipotesi accusatoria si basava su un presunto movente legato a questioni di caccia: secondo quanto ricostruito, Fideli non avrebbe autorizzato il vicino ad attraversare e praticare l’attività venatoria sui suoi terreni. Da questo dissidio, secondo la Procura, sarebbe scaturito il gesto violento.

Il processo.

Il processo si è aperto con l’accusa di tentato omicidio. Come scrive La Nuova Sardegna, Mario Decandia ha sempre negato di aver esploso il colpo di fucile e ha respinto ogni addebito. Durante le udienze, sono emersi dubbi sulla responsabilità dell’imputato, che hanno portato all’assoluzione di Decandia con formula piena.

Condividi l'articolo