L’orrore in un canile di Olbia: cani maltrattati e uccisi. L’indagine sulla truffa ai Comuni

L’indagine della Guardia di finanza sul canile.

Questa mattina, le Fiamme gialle del gruppo di Olbia hanno notificato delle misure cautelari interdittive ed operato sequestri di beni nell’ambito di una complessa operazione denominata “Cerbero”.

Le indagini hanno avuto inizio nel 2018 sulla base di un esposto di un cittadino che segnalava, dopo un periodo di affidamento di circa due mesi presso un canile cittadino, critiche condizioni cliniche e comportamentali del cane meticcio Whisky, sospettando che lo stesso avesse subito maltrattamenti.

Le complesse attività, eseguite attraverso numerosi sopralluoghi, anche da parte di personale medico veterinario esperto, videoriprese, consulenze tecniche, perquisizioni e analisi della documentazione contabile dell’associazione incaricata della gestione della struttura, hanno consentito di far emergere gravi e reiterati maltrattamenti in danno dei cani custoditi presso il canile comunale, giunti in alcuni casi alla uccisioni di taluni esemplari.

La Guardia di finanza di Olbia ha inoltre contestato ulteriori profili di rilevanza penale quali truffa aggravata in danno di enti pubblici, false attestazioni e delitti finanziari, attinenti ad omessa presentazione di dichiarazioni dei redditi iva e conseguente omissione di rilevanti importi di Iva dovuta e non versata, il cui accertamento è conseguente al disconoscimento della natura di ente non commerciale dell’associazione di volontariato che gestiva la struttura comunale.

Il direttore sanitario della struttura non potrà esercitare per un anno la professione di medico veterinario, né contrarre con la pubblica amministrazione, così come il presidente dell’associazione di volontariato.

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