Turismo in tempo di guerra, Federalberghi Olbia: “Meno tranquillità per chi viaggia”

Arzachena Tourism Network

La guerra ha degli effetti diretti sul turismo a Olbia e in Gallura

La guerra ha spiazzato tutti e, con la stagione alle porte, anche a Olbia e in Gallura il turismo deve fare i conti con le tensioni. “Questa nuova guerra alle porte della stagione leva quel clima di serenità che deve avere il turista prima di partire”. Fabio Fiori di Federalberghi Olbia fa il punto della situazione. Da una parte ci sono le incertezze e gli aumenti, ma dall’altra non è escluso che qualcuno possa “ripiegare” sulla Sardegna rinunciando a viaggi più esotici. “Gli aumenti portano danni per chi deve viaggiare, con l’incremento dei costi qualcuno viene purtroppo tagliato fuori – spiega Fiori -. Questa fase della guerra, poi, interessa hub importantissimi per i turisti che arrivano in Italia”.

Se sarà più difficile raggiungere la Gallura dalle zone orientali del mondo è vero anche il contrario: sarà anche più difficile arrivare da quelle parti. In Europa qualcuno potrebbe decidere di rinunciare a lunghi viaggi e scegliere una destinazione più vicina, con la Gallura che potrebbe trarne vantaggio. “Da Cina, Giappone e Australia avrebbero dovuto fare scali nel Golfo Persico. Sicuramente quei turisti saranno molti meno, ma sarà più difficile anche arrivare lì”, conferma Fiori.

“Le guerre destabilizzano il turismo”, sintetizza il portavoce degli albergatori olbiesi. Non se la sente di fare ciniche previsioni, ma la possibilità che ci possano essere delle indelicate ripercussioni positive ci sono. Una delle novità più attese di questa stagione è il volo diretto tra New York e Olbia, ma di certo non ci aspettava che arrivasse in pieni attacchi Usa. Molti di loro avranno poca voglia di raggiungere il Mediterraneo, ma queste sponde del Mare Nostrum restano tranquille. Secondo il presidente della Camera di Commercio Nord Sardegna, Stefano Visconti, la Sardegna viene percepita come meta sicura. La speranza è che, in un momento di grandi tensioni internazionali, si possano evitare effetti collaterali negativi per la Gallura.

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