Le piccole tv locali della Sardegna a rischio chiusura: il caso in Parlamento

Le piccole tv della Sardegna rischiano di dover chiudere.

L’operazione switch-off, ovvero il passaggio al digitale terrestre di seconda generazione, rischia di oscurare per sempre tante storiche e piccole emittenti locali di tutta Italia, Sardegna compresa. Così il deputato Alberto Manca (M5s) e il consigliere regionale Alessandro Solinas (M5s) annunciano il deposito di un’interrogazione in Parlamento affinché le piccole tv sarde, e quelle di tutta Italia, vengano salvate da un destino che per tante di loro sembra già segnato.

“Se non si interviene subito a livello ministeriale per trovare una soluzione, la rimodulazione delle frequenze necessaria per consentire il passaggio alla tecnologia 5G avrà gravissime ripercussioni sul futuro occupazionale dei lavoratori del settore – spiegano i due – . Come denunciato dagli imprenditori del mondo televisivo, questo passaggio ha costi insostenibili per le piccole emittenti locali, che, non potendosi permettere il costo delle frequenze di primo livello, saranno costrette a cessare le trasmissioni. Grazie alla loro caratterizzazione di natura prettamente territoriale queste emittenti sono fondamentali nel panorama televisivo regionale in quanto garanzia di pluralismo, nonché realtà essenziali per la formazione e la crescita di tanti professionisti dell’informazione”.

“Il processo di refarming iniziato dalla Sardegna il 15 ottobre e che si estenderà presto al resto d’Italia deve essere pertanto rivisto e perfezionato per consentire che avvenga senza impatti negativi sul territorio nazionale. Le piccole tv che per anni hanno continuato ad investire per sopravvivere hanno denunciato da tempo questa situazione che deve essere risolta in tempi brevi”.

“Per la Sardegna, in particolare, è stato previsto il secondo Livello (ovvero la trasmissione a livello provinciale) solo per le province di Nuoro e Ogliastra. Mentre le piccole emittenti sarde che afferiscono alle province di Oristano, Sassari, Olbia, Sud Sardegna e Cagliari sono state obbligate a sostenere i costi elevatissimi richiesti per il primo livello oppure optare per la chiusura. L’approdo di questa problematica in Parlamento segue l’iniziativa partita da Oristano in difesa di Super-Tv ma che tocca tante altre piccole emittenti sul territorio regionale, tra l’altro già portata all’attenzione del Consiglio regionale della Sardegna. Abbiamo chiesto al presidente Solinas di intervenire per la salvaguardia di tanti posti di lavoro e per tutelare il diritto all’informazione dei sardi. Abbiamo deciso di interpellare anche il Ministro affinché tutti gli attori istituzionali che possano effettivamente cercare di porre una soluzione a questo problema, destinato diversamente a diventare un caso nazionale, si attivino”.

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