Il ricordo di Cinzia Pinna.
Ancora rabbia e dolore a un anno dal femminicidio di Cinzia Pinna, 33enne di Castelsardo, uccisa a colpi di arma da fuoco in Gallura. A un anno di distanza dal delitto, avvenuto tra l’11 e il 12 settembre 2025, la sua famiglia ha organizzato una messa per ricordare la giovane prevista per il 13 settembre alle 19, nella sua città natale, a Castelsardo. Dopo la lettera del reo confesso dell’omicidio, Emanuele Ragnedda, la famiglia ha rotto il silenzio per descrivere la ragazza, ricordata come una donna piena di vita e progetti ma ultimamente fragile. È proprio di questo momento buio che stava attraversando la giovane Pinna, che il suo assassino si è approfittato, anziché aiutarla.
Il dolore della famiglia.
Cinzia Pinna, così la ricorda la famiglia, era una giovane che aveva viaggiato tanto fuori dall’Italia, anche per lavoro. Era molto socievole e aveva tanti amici che l’avevano sostenuta. I famigliari hanno ripercorso con dolore il giorno della sua scomparsa, il telefono spento, gli appelli incessanti online. E poi la scoperta drammatica nella tenuta di un imprenditore 41enne molto conosciuto in Gallura. Un epilogo che nessuno si sarebbe mai aspettato. Sulla vicenda giudiziaria intervengono gli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu, difensori dei familiari costituiti parti civili nel processo, i quali evidenziano la natura efferata del delitto, sottolineando come le conclusioni del Ris di Cagliari confermino che Cinzia sia stata colpita frontalmente da tre proiettili in pieno volto mentre era seduta su un divano.
I legali evidenziano inoltre che il corpo è stato rinvenuto privo di indumenti dalla vita in giù, mentre lo zaino e i telefoni della vittima non sono mai stati ritrovati né fatti rinvenire dall’autore del reato. Destano inoltre grande impressione le numerose e mutevoli versioni fornite dall’imputato, che aveva tirato in mezzo anche la sua compagna, poi scagionata. La famiglia di Cinzia esprime l’auspicio che il dibattimento in apertura a novembre possa fare piena luce sui fatti e sulle responsabilità di quella drammatica notte.
