Violenta un minore durante uno stage scolastico a Olbia: 1 anno a uno chef

pedopornografia

Uno chef 51enne condannato per violenza sessuale, episodi avvenuti a Olbia.

Uno chef di 51 anni è stato condannato a un anno e quattro mesi per violenza sessuale contro un ragazzino che stava svolgendo uno stage di alternanza scuola-lavoro dentro un ristorante di Olbia che ha ricevuto un anno e quattro mesi per le gravi condotte contro il ragazzino che si è fatto coraggio denunciando quanto subìto.

LEGGI ANCHE: Violenza sessuale a Tempio, chiesto il rinvio a giudizio per un 49enne

A condannarlo il tribunale di Tempio Pausania dove si è svolto il progetto contro il 51enne di origine egiziana, giudicato colpevole di violenza sessuale nei confronti di un minore di Olbia che lavorava come stagista nel suo stesso ristorante. I fatti risalgono al periodo compreso tra luglio e agosto del 2019. Stando a quanto riporta La Nuova Sardegna, in quel periodo l’uomo ha costretto il giovane a subire palpeggiamenti, contatti intimi forzati e pesanti molestie verbali, abusando della propria autorità e tentando persino di trascinarlo con la forza nella cantina del locale.

Oltre alla pena detentiva, i giudici hanno imposto all’imputato l’interdizione dai pubblici uffici, una misura di sicurezza di un anno e il pagamento di una provvisionale di 8mila euro alla vittima, più 5mila euro a testa per ciascuno dei genitori.

Il trauma del giovane.

L’esperienza ha segnato profondamente il ragazzo che ha subìto un forte trauma. Come riporta La Nuova, il ragazzino non solo ha abbandonato immediatamente lo stage e, successivamente, ma ha anche interrotto gli studi scolastici. Una situazione che ha rovinato la vita al giovane, privato dei suoi sogni e delle sue aspirazioni, danneggiando profondamente il suo futuro.

Nonostante i tentativi della difesa di smontare l’impianto accusatorio, il collegio presieduto da Caterina Interlandi ha ritenuto pienamente credibili le accuse, accogliendo le richieste del pm e dei legali di parte civile che hanno assistito la famiglia in questo doloroso percorso processuale conclusosi a sette anni di distanza dai fatti.

Condividi l'articolo