Il volo senza continuità costa meno: “Ma non mi facevano partire per Olbia”

L’odissea di un passeggero che doveva prendere un volo per Olbia.

Il volo in continuità territoriale da Olbia costa di più, ma acquistandone uno standard lo lasciano a terra all’aeroporto di Milano. È accaduto a un lettore di Gallura Oggi, che aveva acquistato un biglietto con Aeroitalia da Linate a Olbia per il 17 giugno 2024.

Giovanni Satta, questo il nome del lettore di Budoni e di professione fisioterapista, doveva recarsi a Milano per assistere al concerto dei Green Day, acquistando il biglietto il 15 aprile scorso. ”Il biglietto costa 40-50€ in meno se viene fatto senza continuità territoriale – racconta – così decido di acquistarlo con questa modalità. L’andata del viaggio non presenta problemi e, in compagnia di 2 amici, arrivo tranquillamente a Milano con il volo delle 7 del 16 giugno”.

I problemi cominciano con il volo del ritorno per Olbia. “La mattina del 17 decido di fare il check-in online per evitare, sia la fila al desk dell’aeroporto e sia il pagamento dei 25€ – spiega Satta -. Il sistema non mi fa completare la procedura, indicandomi di aver acquisito “SBCK”. Dopo vari tentativi andati a vuoto, decido di chiamare l’assistenza che mi tranquillizza dicendomi che non era niente di che e avrei risolto senza problemi la questione in aeroporto”.

Il passeggero avrebbe dovuto prendere il volo diretto a Olbia delle 18 e si era presentato in largo anticipo all’aeroporto di Milano Linate, intorno alle 15 per chiedere informazioni sulla procedura che non era andata a buon fine per effettuare il check-in. “La signorina molto gentilmente mi dice che purtroppo è stato deciso di usare un aereo più piccolo – racconta – e che quindi sono stato inserito in una lista d’attesa. Mi ha consegnato un biglietto per poter superare i controlli, dopodiché avrei dovuto aspettare e sperare che qualcun altro non si presentasse per avere la possibilità di poter salire. Nel caso non avessi avuto la possibilità di salire, avrebbero cercato di farmi salire sul volo delle 22:00 senza però darmi la certezza”.

Il signor Satta, che avrebbe dovuto lavorare il giorno dopo, ha dovuto rinunciare ad alcuni appuntamenti fissati una settimana prima, a causa del disguido. “Mi è stato detto che quello era il massimo che potevano fare e che mi sarei potuto lamentare con la supervisor al momento dell’imbarco – prosegue -.
Arrivata l’ora dell’imbarco, scopro che non sono l’unico in questa situazione ma c’è una lista di ben 10 persone, e fortunamente 3 non si sono presentati. Oltretutto ci è stato detto che questa lista è stata scelta in modo del tutto casuale dal computer”.

Anche altri passeggeri incontrati all’aeroporto hanno avuto gli stessi disagi. ”Una madre che con sua figlia ha acquistato il biglietto da febbraio per poi fare il check in alle 15:30 in aeroporto ed ottenere il biglietto solo per la figlia mentre lei è rimasta senza posto – racconta Giovanni -. Una ragazza che lavora stagionalmente in Sardegna si è ritrovata nella mia stessa situazione, scoprendo la mattina del volo che non poteva fare il check in online. Tutti abbiamo contattato l’assistenza telefonica e tutti abbiamo ricevuto la stessa risposta di rassicurazioni e che avremmo risolto il problema in aeroporto. Per poi ritrovarci tutti nella stessa situazione”.

Così alcuni passeggeri sono rimasti a terra a causa della mancanza di posti liberi sull’aereo. ”Ovviamente i danni che la situazione ci avrebbe creato non sarebbero stati rimborsati dalla compagnia – si lamenta il signor Giovanni -, che si sarebbe preoccupata solo di fornire l’albergo per la notte e il volo del giorno dopo. Dei 4 imbarcati, 2 vengono fatti salire insieme a tutti gli altri passeggeri mentre io ed un altro passeggero aspettiamo per un’ora prima di poter avere la certezza di salire. Dal desk hanno chiamato 2-3 volte gli steward dell’aereo per capire se effettivamente c’erano questi 2 posti vuoti. Ci sono voluti 40 minuti per farci salire a bordo”.

Ma i disagi proseguono fino all’ingresso in aereo, poiché gli altri passeggeri non hanno gradito il ritardo dovuto al disguido, criticando i passeggeri che erano stati avvisati dagli operatori di bordo che il ritardo era dovuto a 2 passeggeri che erano arrivati tardi all’aeroporto. Il volo è decollato con 50 minuti di ritardo alle 18:50 e altre 3 persone sono rimaste a terra ad aspettare un altro volo. “Ma non è arrrivato il caso di intervenire e risolvere la questione? – si chiede l’uomo -. Un sardo non può ritrovarsi in questa situazione rischiando di dover perdere giornate di lavoro (che poi non verrebbero rimborsate) solo perché le compagnie aeree sono impegnate a lucrare il più possibile sulla nostra pelle. Come è possibile che un biglietto senza continuità territoriale venga a costare di più rispetto ad uno che non è residente.? Per via di questo problema non ho avuto la priorità nel venire imbarcato tra i primi, poiché il mio biglietto è stato fatto da non residente visto che aveva un costo decisamente inferiore“.

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