Yacht affondato in Costa Smeralda, la barca venduta da un broker

Guardia Costiera La Maddalena

Le indagini sullo yacht affondato dopo un incendio in Costa Smeralda.

L’affondamento dello yacht Angiola II nelle acque della Costa Smeralda è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Tempio. Le indagini dovranno chiarire le cause dell’incendio del super yacht maltese di 30 metri dal valore di 8 milioni di euro, colato a picco tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro. L’ipotesi principale riguarda un’avaria al motore sfociata in un rogo, ma la magistratura intende svolgere tutti gli accertamenti del caso.

Secondo le indagini la barca non era nuova. Il cantiere costruttore Amer Yachts di Sanremo ha precisato che si tratta di un’imbarcazione usata di circa sei anni fa, venduta tra privati tramite broker e sottoposta a manutenzione in Toscana prima della recente consegna al nuovo armatore italiano.

Il relitto ancora là.

Attualmente lo yacht giace a circa sette metri di profondità su un fianco. Sebbene non si registrino sversamenti di carburante, il relitto va rimosso dal mare per rischio inquimaneto. L’area rimane per questo motivo sotto stretta sorveglianza in attesa delle operazioni di recupero affidate a un’impresa specializzata.

Le persone salvate.

A bordo si trovavano 14 persone tra ospiti ed equipaggio, tutte salvate grazie all’intervento tempestivo di altre imbarcazioni in transito e al coordinamento della Capitaneria di porto di La Maddalena, con l’armatore rimasto a bordo fino all’arrivo dei soccorsi. La co-Ceo di Amer Yachts, Barbara Amerio, ha espresso sollievo per la sicurezza delle persone e ha sottolineato che i serbatoi a doppio fondo dovrebbero scongiurare perdite se la rimozione avverrà correttamente. L’episodio segue di poche settimane un altro naufragio avvenuto in Gallura l’8 luglio, quando lo yacht Early Bird di 16 metri è affondato a Tavolara a causa di un incendio.



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