Dalla pandemia alla crisi del lavoro: “Adesso servono veri progetti di rilancio”

Il bilancio dell’anno da parte della Cgil.

L’emergenza Covid ha peggiorato la condizione lavorativa in Gallura e nell’isola. In questi mesi difficili, i sindacati si sono attivati per assistere i dipendenti colpiti economicamente dalla pandemia. “Da marzo in poi siamo diventati un ufficio consulenza per tutti quei lavoratori che hanno trovato in noi un punto di riferimento – racconta la segretaria CGIL Gallura Luisa di Lorenzo -. Abbiamo messo a disposizione anche i nostri recapiti personali per occuparci dei fondi integrativi per tutti quei lavoratori dei settori colpiti”.

Durante la prima ondata della pandemia, i sindacati si sono occupati dell’assistenza economica dei lavoratori, mentre durante la seconda è cominciata nell’isola ed in Gallura la vera e propria emergenza sanitaria. “I lavoratori positivi al Covid – racconta Di Lorenzo – erano stati prima costretti a mettersi in ferie. Abbiamo denunciato la situazione alla procura”.

Durante l’estate i lavoratori hanno subito, da una parte, l’accorciamento dei contratti con l’impossibilità di percepire la Naspi, dall’altra hanno rischiato la salute. “Abbiamo fatto le dovute segnalazioni agli enti preposti di tutte quelle aziende che stavano violando i protocolli sanitari – ha detto la segretaria Cgil Gallura – e guarda caso erano proprio quelle aziende poco serie, con cui da anni abbiamo vertenze aperte. Siamo orgogliosi di essere stati un punto di riferimento per quei lavoratori colpiti dal focolaio creato da queste aziende”.

Cosa chiede il sindacato per il 2021? “Auspichiamo che la Regione e gli enti locali spendano bene le risorse messe a disposizione dall’UE per attuare dei progetti di rilancio dell’economia – ha detto – . L’economia locale deve investire sui progetti rivolti all’inclusione sociale, green economy, formazione e digitalizzazione”.

In Gallura, la città di Olbia è già un esempio per la creazione di nuovi progetti, grazie ai fondi europei, riguardo la digitalizzazione come il Cipnes per le startup. “Se gli enti locali pensano che dall’Europa arrivino soldi a pioggia senza aver presentato dei progetti per il rilancio dell’economia – aggiunge di Lorenzo – si sbagliano di grosso, come non si può pensare di puntare solo sull’assistenzialismo”.

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