Cannabis light: i numeri del mercato in Italia

Il mercato della cannabis light prende sempre più piede anche in Italia.

Da diversi anni a questa parte, il mercato della cannabis light fa parte del panorama della nostra economia. Di cosa si tratta di preciso? Del giro d’affari che ruota attorno alla cannabis a basso contenuto di THC e, di riflesso, non psicoattiva.

Questo mercato ha iniziato a essere al centro dell’attenzione dal 2017, anno in cui, a gennaio per la precisione, è entrata in vigore la Legge 242/2016, dedicato alla valorizzazione del carattere sostenibile della canapa.

Entrando nel vivo delle caratteristiche della cannabis light, facciamo presente che si contraddistingue per una percentuale di THC compresa tra lo 0,2 e lo 0,6%. La seconda cifra è una soglia messa in campo dal legislatore con lo scopo di facilitare la vita al produttore che, nel momento in cui deve mantenersi entro lo 0,2, può incontrare non poche difficoltà.

Priva di effetti collaterali, la cannabis light è, come ricordato, al centro di un mercato molto florido nonostante i pochi anni di esistenza. C’è chi lo ha definito New Canapa Economy. Quali sono i numeri del mercato cannabis Italia? Scopriamoli assieme nel prossimo paragrafo.

Cannabis light: i numeri del giro d’affari

Secondo i parametri di diversi produttori, nel 2019 il giro d’affari della cannabis light ha raggiunto una cifra pari a 150 milioni di euro. Questa filiera occupa circa 10mila persone tra dipendenti e imprenditori che hanno scelto di buttarsi in questo campo aprendo un growshop o un e-commerce.

Il potenziale però è di gran lunga maggiore: a detta degli esperti, se si riuscissero ad abbattere tutti i paletti attualmente presenti a livello normativo, si arriverebbe a un giro d’affari compreso tra i 400 e i 500 milioni di euro.

A questo punto, è naturale chiedersi a quale mercato si rivolge questo giro d’affari. I consumatori, dati alla mano, sono soprattutto persone over 30, con una buona capacità di spesa che, in linea di massima, si aggira attorno ai 50 euro al mese.

Come si utilizza la cannabis light

Sono diversi i punti di riferimento da considerare quando si parla di come viene utilizzata la cannabis light da chi la acquista. Tra le alternative principali è possibile citare l’acquisto di cannabis light con lo scopo di incrementare il rilassamento e di affrontare il problema dell’insonnia, aumentato tantissimo da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria.

Interessante è anche l’emergere di una nuova esigenza di mercato alla quale il mondo della cannabis è in grado di rispondere. Di cosa stiamo parlando? Delle mascherine. Grazie alla fibra di canapa, una pianta che in virtù della sua sostenibilità richiede pochissime risorse idriche, è possibile realizzare delle mascherine lavabili e, di riflesso, utili al portafoglio.

I cambiamenti che hanno investito la nostra vita negli ultimi mesi non hanno messo in secondo piano alcuni prodotti storici per gli estimatori di cannabis. Stiamo parlando ovviamente delle infiorescenze, caratterizzate da un aroma molto apprezzato dai veri appassionati di cannabis.

Un doveroso cenno deve essere dedicato alla coltivazione. Sono sempre di più le persone che scelgono di intraprendere questa ‘avventura’ casalinga. Farlo è legale. Quello che conta è farsi rilasciare dal commerciante di fiducia o dall’e-commerce il certificato di iscrizione dei semi al Registro Europeo delle Sementi. Per quanto riguarda il costo dei kit, facciamo presente che il prezzo varia molto, ma che con poche centinaia di euro si possono apprezzare grandi soddisfazioni.

Concludiamo rammentando che tra i modi in cui si utilizzano i prodotti a base di cannabis light rientra anche l’ambito cosmetico, che sfrutta in particolare l’efficacia antinfiammatoria dei cannabinoidi, che si rivelano efficaci, per esempio, quando si tratta di affrontare l’acne.

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