La Sardegna e il mercato del gioco

Il mercato del gioco cresce ancora.

Negli ultimi anni l’economia globale ha segnato delle flessioni importanti, registrando crisi e stagnazione in diversi comparti. In questo contesto di crisi generale, tuttavia, alcuni settori hanno continuato a crescere in modo piuttosto significativo. Tra questi possiamo annoverare senza ombra di dubbio anche il mercato del gioco. Ogni paese ha una sua specifica legislazione in materia. Persino all’interno dell’Unione Europea è difficile riassumere un quadro normativo uniforme e coerente. Vi sono infatti paesi europei che vantano centinaia di casinò sul territorio nazionale, mentre altri stati ne contano appena uno o due. Eppure, questa passione tocca quasi tutti i cittadini europei, che giocano e scommettono sempre di più.

Secondo i dati presentati ufficialmente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli l’11 settembre 2020, in Italia nel 2019 si è registrato un aumento del +3.5% del volume di denaro dedicato al gioco, per un valore complessivo di 110,54 miliardi di euro. Stando ai dati ISTAT, si stima quindi un volume pro-capite medio di 2.180 euro anno per ogni italiano maggiorenne.

In Italia al momento sono attivi tre casinò: Sanremo in Liguria, Venezia in Veneto e Saint Vincent in Val D’Aosta. Il Casinò di Campione d’Italia, che si trova nell’exclave italiana in provincia di Como nel Canton Ticino svizzero, è stato chiuso recentemente. Si discute spesso in merito alla possibilità di una sua riapertura. Queste case da gioco si concentrano in particolare nelle zone di confine del nostro paese. Tuttavia, il gioco in Italia è diffuso in modo abbastanza uniforme, più di quanto questo dato possa farci immaginare. Troviamo gratta e vinci, slot-machine, video-lottery e altri tipi di dispositivi da gioco nei bar, nelle ricevitorie e nelle tabaccherie presenti su tutto il territorio nazionale. Inoltre, la diffusione dei giochi da casinò online sta cambiando in modo radicale il quadro del mercato del gioco in tutto il mondo. Sempre più utenti scelgono la rete per giocare e il fenomeno smuove ogni anno milioni di euro.

Tuttavia, il casinò terrestre continua ad affascinare. In molti luoghi del mondo le sale da gioco si dimostrano un vero e proprio volano per il turismo e per l’economia locale. Si discute spesso anche in Italia dell’opportunità di aprire nuovi casinò, in particolare nel Sud e nelle Isole. Le case da gioco italiane si trovano infatti tutte sui confini settentrionali del Paese, lasciando il Meridione completamente scoperto. Il Sud e le Isole attirano tuttavia ogni anno milioni di turisti, in particolare turisti facoltosi, disposti a spendere cifre ragguardevoli per il loro intrattenimento. Un casinò nel Mediterraneo potrebbe essere una mossa strategica per il nostro paese.   

In questo quadro come si colloca la Sardegna? Secondo i dati pubblicati nel 2018 i sardi spendono in media per il gioco circa 1.000 euro a persona ogni anno, per una spesa regionale annua di circa 1 miliardo e 600 mila euro. Olbia è una delle prime città italiane per numero di slot-machine e video-lottery in rapporto alla popolazione. Nuoro vanta il primato per importo complessivo di giocate individuali, al secondo posto su scala nazionale subito dopo la città di Aosta.

La Sardegna si prospetterebbe come luogo ideale per aprire nuove case da gioco. La questione è stata discussa spesso e al governo nazionale sono arrivate diverse proposte in merito. In particolare, si è più volte presa in considerazione l’ipotesi di costruire una casa da gioco in Costa Smeralda. Questo territorio rappresenta infatti una mecca del turismo estivo VIP mediterraneo. Tantissimi turisti scelgono la Sardegna come meta delle loro vacanze, ma se vogliono dedicarsi al gioco, fanno rotta sulla Corsica. A beneficiare di questo importante flusso turistico legato al gioco provenienti dalla Sardegna sono quindi gli operatori corsi e lo stato francese.  

Nel 2009 era stata avanzata la proposta di realizzare in Sardegna ben 30 casinò, una sala da gioco per ogni hotel di lusso a cinque stelle. La cosa era stata accolta molto favorevolmente dagli albergatori, ma aveva suscitato diverse polemiche da parte degli addetti ai lavori. Il progetto non è più andato in porto, ma la cosa continua ad essere discussa. Inoltre, è stata avanzata l’ipotesi di un casinò galleggiante: una nave potrebbe circumnavigare l’Isola, fermandosi nei principali porti della Sardegna, offrendo la possibilità di giocare a slot machine, poker e blackjack. L’ipotesi è allettante per molti, ma il dibattito porta a confronto posizioni molto differenti. L’economia sarda vive una serie di difficoltà economiche strutturali molto forti, acutizzate dalla crisi, non esistono soluzioni facili. Senza dubbio occorre una visione ad ampio raggio, che favorisca un turismo sempre più attrattivo, ma allo stesso tempo rispettoso delle realtà locali.

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