Da Olbia a Golfo Aranci quanto guadagnano e come spendono i Comuni i soldi dell’imposta di soggiorno

Gli incassi dell’imposta di soggiorno in Gallura.

Negli ultimi anni quasi tutti i Comuni della Gallura costiera hanno deciso di applicare, con modalità e declinazioni diverse, l’imposta di soggiorno ai pernottamenti che avvengono nel proprio territorio. Un balzello per alcuni, una boccata di aria per le casse di enti locali tenuti dallo stato centrale sempre più a stecchetto per altri. Ma quanto incide questa tassa sulle tasche dei turisti? Quanto influisce sulla scelta delle destinazioni delle vacanze? E soprattutto, quali sono i reali benefici per i Comuni? Abbiamo messo a confronto questa realtà per i Comuni di Olbia, Arzachena, Golfo Aranci e Loiri Porto San Paolo.

L’imposta di soggiorno nel Comune di Olbia è entrata in vigore il primo novembre 2017. Il 2019, quindi, è stato il suo terzo anno di applicazione. Il versamento avviene tramite un portale online messo a disposizione dei gestori delle strutture ricettive e la sua gestione è interamente disciplinata dall’apposito regolamento comunale.

Le tariffe attualmente vigenti vanno da 1 euro e 50 centesimi a notte, previsti per i residence, fino ad un massimo di 5 euro, previsti per le ville di lusso. La stima di incasso per l’anno in corso si aggira intorno a 1 milione e 900 mila euro al 31 dicembre.

Come prevede la normativa l’imposta di soggiorno è prioritariamente destinata al finanziamento di opere e servizi destinati all’incremento dello sviluppo turistico. Per il Comune di Olbia questi capitoli di spesa si aggirano intorno ai 2 milioni e 700 mila euro, una cifra ben superiore, quindi, a quella incassata.

Nel 2019 il tributo è stato utilizzato per finanziare la manifestazioni estive. Tra queste il mondiale di acquabike, la manifestazione Vita da Amare e i concerti del Tattoo show e finanzierà il prossimo capodanno. Anche la festa patronale di San Simplicio rientra tra gli eventi che si tengono grazie all’imposta di soggiorno, così come svariate altre manifestazioni di carattere culturale. Una parte residuale, si aggira intorno ai 200 mila euro, viene, invece, utilizzata per la manutenzione delle strade, il mantenimento del decoro urbano e la manutenzione di parchi e giardini pubblici.

Il Comune di Arzachena ha istituito l’imposta di soggiorno a partire dal primo gennaio 2019. I tributo viene richiesto a coloro che alloggiano presso le strutture ricettive del territorio e vige dal 16 giugno fino al 15 settembre di ogni anno.

Ad Arzachena l’imposta varia da un minimo di 1 euro e 50 a notte, per case private e agriturismo, fino ad un massimo di 5 euro per le ville e gli alberghi di lusso. Sono esenti i bambini di età inferiore ai 12 anni e ne viene richiesto il pagamento per un massimo di 7 notti. Il Comune di Arzachena, a differenza di altri ha previsto la possibilità per i proprietari di immobile di pagare un importo forfettario annuale.

L’imposta serve, fondamentalmente, per contribuire ad incrementare i servizi legati alla tutela ambientale, alla manutenzione di spazi e beni pubblici, alla promozione turistica e al recupero dei beni culturali. Al momento della sua istituzione la previsione di incasso è stata stimata in circa 1 milione e mezzo di euro che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stata ampiamente superata.

Il Comune di Golfo Aranci, invece, ha istituito l’imposta di soggiorno nel 2017. Anche qui è stato previsto l’utilizzo di un apposito soggiorno per agevolare il pagamento e l’utilizzo della documentazione necessaria. Il tributo è dovuto su base giornaliera, fino ad un massimo di 30 giorni consecutivi, e la tariffa è a persona.

Gli importi dovuti variano da un minimo di 1 euro e 40 centesimi, per gli hotel a 1 e 2 stelle, fino a un massimo 3 euro per i caravan. A Golfo Aranci, al contrario di molte località, l’imposta viene, infatti, riscossa anche per i camper e gli approdi turistici. In ogni caso, però, sono esenti i bambini di età inferiore ai 6 anni.

La previsione di incasso per l’anno in corso è di 550 mila euro, 150 mila in più rispetto al 2018. Denaro che il regolamento comunale prevede venga impiegato per lo sviluppo turistico del paese, per manutenzioni, recupero e fruizione dei beni culturali e l’incremento dei servizi pubblici locali, compresi quelli volti alla prevenzione dell’abusivismo in materia ricettiva.

Nel Comune di Loiri Porto San Paolo l’imposta di soggiorno è stata istituita ne 2019. Anche qui è a carico dei non residenti che pernottano nelle strutture ricettive del territorio. Le tariffe vanno dagli 80 centesimi di euro per alberghi a 1 o 2 stelle, case per ferie e campeggi, fino ad un massimo di 2 euro per i caravan. È prevista una tariffa forfettaria, facoltativa, di 140 euro per gli immobili gestiti in modo non professionale. Sono previste esenzioni per soggiorni che superano i 7 giorni e per i ragazzi fino a 15 anni.

Anche qui l’apposto regolamento prevede che i denari incassati vengano impiegati per gli eventi di richiamo turistico, per la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali, nonché per i servizi pubblici locali. Nel 2019, primo anno di applicazione, gli incassi relativi al tributo sono stati di circa 150 mila euro.

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