Cipnes Gallura, solo zone franche doganali e Zes operative

La posizione del Cipnes Gallura.

La proposta di trasformare l’intera Sardegna in una “zona franca integrale” incontra oggi un netto stop da parte del Cipnes Gallura. Sul sito ufficiale del consorzio industriale si precisa che, contrariamente ad alcune interpretazioni politiche, non esiste alcuna norma italiana o europea che riconosca all’intero territorio regionale un regime fiscale o doganale totale. La precisazione arriva a pochi giorni dalla convention della Lega all’hotel President di Olbia, durante la quale era stata rilanciata l’idea di una zona franca extraterritoriale, con possibili vantaggi fiscali per imprenditori e aziende locali.

Secondo il Cipnes, concetti come “zona franca integrale” sono privi di fondamento giuridico. La normativa europea prevede infatti zone franche doganali delimitate e controllate, dove le merci possono circolare con sospensione dei dazi secondo regole precise. In Sardegna, la Cagliari Free Zone è l’unica formalmente attiva, mentre Olbia e Portovesme hanno avviato iter simili. In particolare, il Cipnes evidenzia una proposta per una zona franca doganale nel porto di Olbia e nell’area industriale di sua competenza, oggi in fase di valutazione tecnica, che potrebbe favorire settori strategici come nautica, logistica e agroalimentare.

Il consorzio sottolinea inoltre l’efficacia della Zes unica del Mezzogiorno, che già offre crediti d’imposta fino al 45% e strumenti digitali per le imprese, rendendo la Gallura un’area competitiva per produzione ed export. La presa di posizione chiarisce l’orientamento del Cipnes: priorità a strumenti concreti e operativi, non a ipotesi fiscali astratte.

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