La Gallura celebra la tradizione contadina di li cjusòni
Come ogni anno, il primo agosto si rinnova in Gallura la tradizione di consumare li cjusòni. Questi gnocchi freschi di semola fatti a mano, da generazioni, arricchiscono le tavole dei galluresi in questa calda sera d’estate. A spiegare l’origine del piatto è Francesco Giorgioni, giornalista di Arzachena appassionato di tradizioni locali, che inizia facendo chiarezza sul nome: non chiusoni o chjusoni. “La forma che oggi i linguisti della Consulta ritengono corretta è cjusòni – spiega –. L’autorità nella grafia del gallurese è il professor Emilio Aresu, che, oltre ad essere componente della Consulta, ha scritto l’ultimo vocabolario”.
Quanto alla loro lavorazione: “Gli cjusòni sono degli gnocchi preparati semplicemente con farina di grano nuovo, acqua e un uovo. Con l’impasto si ricavano dei cordoni, che vengono tagliati. Gli gnocchi così ottenuti vengono poi scaàti con delle apposite lastre di vetro o con la grattugia, che gli conferiscono la loro forma particolare”. Sul condimento con cui insaporirli: “Secondo la tradizione contadina si devono cucinare con sugo di pomodoro con carne o di cinghiale o di pernice”. “Inoltre – continua Giorgioni – l’antica credenza impone di lasciare un piatto di cjusòni già cucinati sul davanzale affinché vada a beneficio delle anime dei parenti che sono mancati”.
Francesco Giorgioni, ricordando Mimmo Columbano, figura di spicco nella Pro Loco di Arzachena e molto benvoluto da tutta la comunità, spiega anche per quale motivo la tradizione si celebra proprio il primo giorno di agosto. “L’usanza, che ha origini lontanissime, cadeva in questa data perché era appena terminata l’agliòla, cioè la mietitura del tricu, “grano”, che si faceva nel mese di luglio. Il primo di agosto era semplicemente la prima occasione utile per testare la nuova farina, prodotta dal grano nuovo”. La ricorrenza è ancora oggi molto sentita e, ad Arzachena, sono stati impastati a mano 200 chili di gnocchi freschi. Questi verranno serviti nel corso della Notte sarda, con un sugo a base di salsa di pomodoro e 80 chili di pulpeddi, pezzetti di carne di maiale.
Dove mangiare li cjusòni il primo agosto
Anche altri centri galluresi hanno scelto di celebrare questa antica usanza gastronomica. Sempre con i pulpeddi, sono conditi gli cjusòni fatti a Santa Teresa Gallura, preparati per la Chjusonata Lungunesa di Buoncammino. Anche Telti, Loiri e Sant’Antonio di Gallura festeggeranno la ricorrenza e serviranno gli gnocchi a residenti e turisti. Nel corso di tutte queste manifestazioni sarà possibile assaggiare anche altre tipicità della tradizione sarda e gallurese. Non mancherà nemmeno l’intrattenimento: a Telti, la fisarmonica accompagnerà i balli tradizionali. Lo strumento, molto usato nella tradizione musicale sarda, sarà protagonista anche della notte di Loiri, dove si terrà il festival delle fisarmoniche locali.
