Il bilancio dell’Unitalsi Sardegna Nord.
Mentre il 2025 è volto al termine, è tempo di bilanci per chi dedica la propria vita al servizio degli altri. Tra le figure che hanno segnato il cammino della solidarietà nel nord della Sardegna c’è Mario Sanna, Presidente della sottosezione Unitalsi Sardegna Nord. Un anno vissuto “sul campo”, tra la spiritualità di Lourdes e la quotidianità dell’assistenza, segnato da momenti di luce intensa ma anche da sfide collettive non indifferenti. Lo abbiamo incontrato per riflettere su ciò che resta di questi dodici mesi e su cosa attende l’associazione nel prossimo futuro.
Alcuni incontri hanno lasciato il segno.
Sanna sceglie di partire dalla gioia degli incontri che hanno lasciato il segno. Dell’anno che si chiude porta con sé soprattutto l’esperienza di gennaio con gli amici della Casa della Letizia a Tempio: “È stato un momento di partecipazione straordinaria. Vedere i nostri soci e gli ospiti uniti in una gioia così profonda è per me motivo di orgoglio e gratitudine”.
L’emozione prosegue nel ricordo del Pellegrinaggio a Lourdes di luglio: “È la nostra tappa principale, il ritorno a ‘casa’ dove tutto ruota intorno alla Grotta e al servizio”. Salva infine il soggiorno all’Isola Rossa di agosto: “Un’esperienza che conferma quanto la condivisione, quando diventa spazio vivo di relazione, possa incidere profondamente nella vita dei nostri amici disabili”.
Mettersi sempre in discussione.
Il presidente non si sottrae a uno sguardo critico sul presente. “Credo che dovremmo metterci sempre in discussione“, osserva. L’anno è stato segnato dal grande dolore per la morte del caro Papa Francesco, un evento che ha colpito duramente la sensibilità dell’associazione. Ma il punto critico, per lui, riguarda il futuro del volontariato: “La partecipazione dei giovani è sempre più rarefatta”. Sanna guarda con rammarico a questo distacco: “Pur pochi in numero, i giovani con la loro allegria hanno riempito di luce le giornate trascorse con noi. È un aspetto che deve essere migliorato: abbiamo bisogno della loro empatia per non vedere nell’altro un limite, ma una ricchezza”.
Guardando al futuro, Mario Sanna parla di continuità e impegno, con una premessa chiara: “L’importante è avere la salute per continuare a servire”. Per il 2026, l’aspettativa è quella di una partecipazione più corale e numerosa: “Ci proponiamo di ripetere con ancora maggiore vigore le occasioni di incontro del 2025“.
L’obiettivo è far sì che l’Unitalsi sia un luogo di aggregazione costante, capace di attrarre nuove leve. “Speriamo che il nuovo anno porti nuova linfa e che si vinca la sfida del ricambio generazionale”, conclude Sanna. Perché, come insegna il suo 2025, è proprio da lì – dai sogni dei ragazzi e dal coraggio di chi si mette a disposizione – che passa il futuro della nostra comunità. Un augurio concreto, che parla di speranza molto più di qualsiasi slogan.
