Firma elettronica semplice: a cosa serve

Le tipologie e gli utilizzi della firma elettronica, in tutte le sue declinazioni (semplice, avanzata, qualificata) è ancora oggetto di dubbi e controversie da parte dei clienti. Malgrado i maggiori provider si stiano industriando per rendere sempre più chiaro e trasparente l’utilizzo di ciascuna tipologia (e a tal proposito va rilevato l’enorme sforzo profuso in questa direzione da Yousign, azienda europea leader nel settore), una legiferazione ancora incerta crea delle “sacche di ambiguità” che di volta in volta hanno bisogno di un soggetto dirimente (in genere un tribunale) in grado di dare un indirizzo e, come si dice in questi casi, “fare giurisprudenza”.

In tal senso, la Firma elettronica semplice  è la categoria più controversa, giacché ancora oggi appare difficile delimitare con sicurezza i suoi ambiti di competenza. Per molti, infatti, la struttura meno elaborata – soprattutto a livello di sicurezza, il che non significa automaticamente meno sicura – tra le diverse tipologie di firme digitali possiede dei campi di applicazione troppo limitati per renderne effettivamente consigliabile l’utilizzo. Le cose, ovviamente, stanno in maniera leggermente diversa, essendo ormai molteplici gli ambiti in cui la firma elettronica semplice non solo è pienamente accettata – anche dal punto di vista giuridico – ma persino consigliata. Eccone tre tra i più ricorrenti.

  1. Scambio di documenti interni in una grande azienda. Comunicare da una sede all’altra, o anche solo da un ufficio all’altro, attraverso dei documenti ufficiali, per un’azienda può comportare un notevole dispendio di energie, denaro e soprattutto tempo. L’utilizzo della firma elettronica semplice rende tale sistema molto più semplice e con un livello di farraginosità praticamente azzerato. Digitalizzare le comunicazioni interne, compresi i documenti ufficiali, infatti, significa lavorare in tempo praticamente reale, rendendo le relazioni tra i vari reparti dell’azienda molto più fluide e immediate.
  2. Operazioni postali. Poste Italiane è stata una delle prime aziende pubbliche ad accogliere la firma elettronica – in tutte le sue forme – tra le modalità di autenticazione dei propri documenti. Tale apertura si inscrive in un progresso di massiccia digitalizzazione dei prodotti erogati, sia quelli strettamente legati alla posta, sia quelli di natura finanziaria.
  3. Operazioni bancarie. Con l’ordinanza numero 9413 del 9 aprile 2021, la Corte Suprema di Cassazione – confermando una precedente sentenza della Corte d’Appello – ha dichiarato valido un contratto di home banking sottoscritto tramite un sistema point and click e validato tramite firma elettronica. Si tratta di una sentenza a suo modo storica e in qualche misura dirimente, in quanto per la prima volta dichiara la piena legittimità giuridica di tale strumento anche in ambito bancario. Un passo ulteriore verso la piena digitalizzazione – e quindi la piena tracciabilità – di tutte le operazioni finanziarie, all’insegna di una sempre maggiore trasparenza.
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