Cig e aiuti alle imprese per il Covid, i numeri della Sardegna

I numeri delle misure in Sardegna.

Importanti i numeri degli ammortizzatori sociali in Sardegna. Tra aprile e giugno sono state attivate ben 28milioni e 178mila ore tra cassa integrazione e fondi di solidarietà con causale “Covid19”, di cui 17milioni tra CIG ordinaria e in deroga. Solo a giugno le ore sono state 1milione e 200mila per la CIG ordinaria, 2milioni e 323mila per i Fondi di Solidarietà e 800mila per la CIG in deroga, per un totale di 4milioni e 400mila ore autorizzate. A questo proposito il sistema bilaterale dell’Artigianato, seppur con non poche difficoltà, sin da subito ha dato risposte concrete al sistema artigiano in difficoltà.

Hanno fatto richiesta di accesso a misure di sostegno della liquidità e del credito il 43,3% delle imprese. 20 mila domande pervenute dalle imprese sarde al Fondo di garanzia al 27 luglio (91,2% per operazioni fino a 30mila euro). Il trend del credito alle imprese a marzo 2020 segna un -0,7% per le medie grandi imprese e un -0,4% per le piccole.

Su questa Legge, Confartigianato Sardegna ha presentato una serie di spunti per rendere immediatamente operative e spendibili le risorse destinate. Tra questi ci sarà l’utilizzo, come detto, dello strumento della Legge 949/51 che, in passato, ha dato ampia dimostrazione di chiarezza, semplicità di accesso e immediatezza degli interventi e dei risultati; l’innalzamento della percentuale di finanziamento a fondo perduto per investimenti fino al 40%; il contributo in conto gestione e credito di esercizio a tasso zero.

Le principali strategie reattive adottate dalle imprese per rispondere alla crisi Covid19 sono: la riorganizzazione interna dell’impresa indicata dal 24,0% delle imprese e la modifica o ampliamento dei canali di vendita indicata dal 12,0% delle imprese. In Sardegna, inoltre, il 13,2% delle imprese ha introdotto lavoro a distanza o smartworking. La nostra regione figura tra quelle che ne hanno fatto un utilizzo minore durante il lockdown (marzo-aprile). Inoltre, il 71% delle MPI sarde hanno introdotto soluzioni aziendali per ridurre l’impatto sull’ambiente.

Purtroppo la pandemia ha avuto un impatto anche sulle esportazioni delle imprese isolane. Al primo trimestre dell’anno in corso, l’export di prodotti manifatturieri (al netto dei prodotti petroliferi) diminuisce del 14,8% e quello dei soli manufatti realizzati nei settori a maggior concentrazione di MPI sale del 17,8%, trainato dalla crescita delle vendite all’estero di prodotti in metallo, tessili e legno.

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