Dal volo alle immersioni in Gallura: quando la barodontalgia si fa sentire

La Gallura è una delle principali porte d’ingresso della Sardegna e una delle destinazioni turistiche più frequentate dell’isola. Spiagge, fondali tra i più apprezzati del Mediterraneo, escursioni in barca, traghetti e voli frequenti portano nella regione migliaia di turisti ogni settimana, per trascorrere una vacanza tra le acque cristalline dell’Arcipelago di La Maddalena, di Tavolara e della Costa Smeralda.

Tuttavia, chi arriva in aereo o decide di esplorarne i fondali durante una vacanza difficilmente pensa che le variazioni di pressione possano avere effetti anche sulla salute orale. In presenza di disturbi dentali già esistenti, sia il decollo di un aereo sia un’immersione subacquea possono provocare un dolore improvviso, talvolta intenso, in concomitanza con il cambio di quota o di profondità.

Questo fenomeno prende il nome di barodontalgia e, pur essendo poco conosciuto, è ben documentato in ambito medico e odontoiatrico. Comprendere perché accade e sapere quando è opportuno rivolgersi al dentista permette di affrontare con maggiore serenità sia un viaggio in aereo sia un’immersione.

Cos’è la barodontalgia

La barodontalgia è un dolore ai denti che compare in seguito a una variazione della pressione atmosferica o dell’acqua, durante il decollo o l’atterraggio di un volo oppure nel corso di un’immersione. Non si tratta di una vera e propria malattia, ma di un sintomo: nella maggior parte dei casi segnala un problema già presente nella bocca, che in condizioni normali non presenterebbe alcun fastidio.

Perché i cambi di pressione fanno male ai denti

Quando all’interno di un dente o nei tessuti circostanti sono presenti piccole sacche d’aria, infiammazioni o alterazioni della polpa, il cambio di pressione può esercitare una sollecitazione sufficiente a far comparire un dolore improvviso. Le cause più frequenti comprendono carie profonde, otturazioni infiltrate o non perfettamente sigillate, devitalizzazioni incomplete, microfratture del dente e, in alcuni casi, patologie dei seni paranasali di origine odontoiatrica.

Un aspetto caratteristico del disturbo è che il fastidio tende a comparire solo durante il cambiamento di quota o di profondità, per poi attenuarsi o scomparire una volta tornati a una pressione normale. Questo non significa che il problema si sia risolto: resta un segnale da approfondire con una visita, per individuarne la causa prima che si ripresenti.

Impianti dentali, volo e immersioni: cosa cambia

Se le variazioni di pressione possono provocare dolore ai denti naturali, è naturale chiedersi se lo stesso valga anche per un impianto. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, un impianto correttamente osteointegrato non risente dei cambi di pressione che si verificano durante un volo o un’immersione ricreativa.

Diverso è il discorso per chi si è sottoposto da poco all’intervento: i tempi in cui è possibile tornare a volare o a fare immersioni dipendono dal tipo di procedura eseguita e dal decorso della guarigione, motivo per cui vale sempre la pena confrontarsi con il proprio dentista prima di programmare un viaggio.

Questo ragionamento è valido soprattutto quando il trattamento richiede tecniche più complesse, come gli impianti dentali senza osso (al link la descrizione del trattamento dello Studio Marras Cossu), che possono prevedere procedure aggiuntive a carico del seno mascellare o dell’osso residuo. In questi casi è il professionista a stabilire quando sia possibile tornare a volare o praticare immersioni in completa sicurezza, valutando l’evoluzione della guarigione e le caratteristiche dell’intervento eseguito. 

Quando rivolgersi al dentista

Un dolore ai denti che compare durante un volo o un’immersione non va ignorato, soprattutto se tende a ripresentarsi nelle stesse circostanze. Anche quando scompare una volta tornati a terra o in superficie, resta consigliabile programmare una visita: individuare tempestivamente la causa permette spesso di intervenire con trattamenti conservativi, evitando che una carie, un’infiltrazione o una microfrattura si aggravino nel tempo. Per chi pratica immersioni con regolarità o viaggia spesso in aereo, un controllo periodico rappresenta una semplice precauzione in più.

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