La Maddalena, rinvenuti a Cala d’Inferno e in numerose calette i famigerati filtri per depuratori

A segnalarlo sono volontari e ambientalisti.

Sono comparsi da qualche mese su numerose spiagge dell’Arcipelago centinaia dischetti di plastica, alcuni grandi come una cialda per caffè, la maggior parte piccoli come una moneta da due euro, simili a quelli che hanno già fatto la propria comparsa in passato in numerose spiagge del Tirreno dalla Toscana alla Campania e addirittura della Francia e della Sardegna negli ultimi anni.

Si tratta di “filtri a biomassa adesa”, utilizzati per la depurazione delle acque reflue, che nella loro variante di dimensioni più grandi sono stati avvistati per la prima volta nel 2018 in diverse coste del Tirreno, in particolare tra Livorno ed Eboli e la cui origine è stata individuata solo a seguito di profonde indagini della Capitaneria di Porto. Provenivano da un depuratore campano sulla foce del fiume Sele in cui si era verificato il cedimento strutturale di una delle vasche dell’impianto. E’ nata una vicenda legale che ha visto rinviati a giudizio per disastro ambientale, lo scorso dicembre, 8 tra dirigenti comunali e addetti dell’azienda titolare del depuratore. In totale, 130milioni di dischetti dispersi nel Tirreno e ritrovati, in parte, negli arenili delle coste italiane e francesi.

Lo scorso mese nuovi rinvenimenti di dischetti nelle coste dell’Isola D’Elba e di tutta la Toscana hanno fatto scattare ancora una volta l’allarme. Si tratta, questa volta, di dischetti della variante più piccola, più facile da ingerire per le tartarughe e altri animali marini, la cui provenienza è ancora sconosciuta: non si sa ancora da quale depuratore provengano, e il fatto che siano comparsi da pochi mesi anche sulle spiagge de La Maddalena potrebbe far pensare a un nuovo disastro ambientale almeno di proporzioni nazionali.

“Hanno iniziato a comparire nel mese di novembre – afferma il volontario Gianpiero Carcangiu, che ieri ne ha raccolte numerose, come testimonia la foto, nella spiaggia di Cala d’Inferno -. Qui ero passato una settimana fa ed è di nuovo pieno”.

Il dubbio che si tratti di dischetti con identica provenienza di quelli rinvenuti in Toscana il mese scorso è molto forte, dato che confrontando le foto appaiono identici. La nostra redazione ha provveduto ad informare di questi nuovi ritrovamenti la Guardia Costiera, la Capitaneria di Porto, il Comune de La Maddalena e l’ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena.

A sinistra i dischetti ritrovati in Toscana il mese scorso. A destra i dischetti raccolti ieri da Carcangiu e altri volontari in numerose calette.
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