L’ente Parco di La Maddalena risponde ai cosiddetti “falsi allarmismi” sui lavori in spiaggia.
L’Ente Parco di La Maddalena ha preso posizione in merito alle numerose richieste di informazioni e a quelli che definisce “falsi allarmismi” riguardo ai lavori in corso in alcune spiagge dell’arcipelago, che hanno visto alcuni operai porre sulla spiaggia alcuni sistemi di paletti e canne. “In merito alle ultime richieste di informazioni pervenute e nell’ottica di limitare falsi allarmismi, il Parco vuole nuovamente precisare che gli interventi di rispristino dei sistemi dunali in atto nel nostro territorio seguono le direttive Ispra“, afferma in una nota l’Ente.
Anche il sindaco aveva recentemente espresso dei dubbi.
Anche il sindaco Lai aveva recentemente espresso delle perplessità sul posizionamento di alcuni paletti sulle spiagge, di cui aveva appreso l’esistenza attraverso i social network. E la nota del Parco sembra essere una indiretta risposta alle parole del sindaco.
“L’ISPRA, ha avviato e monitorato procedure simili in molte altre zone costiere appartenenti alle aree protette italiane – prosegue la nota dell’Ente – (dal Parco Nazionale del Vesuvio, al Circeo a riserve naturali del nord Italia), ottenendo importanti risultati di conservazione e ricostruzione delle dune (fonte Ispra)”.
L’Ingegneria naturalistica per il ripristino del sistema dunale.
“Tali procedure si affidano all’ingegneria naturalistica, una specifica disciplina trasversale che promuove l’impiego delle piante autoctone in abbinamento con materiali inerti a fini antierosivi, stabilizzanti e di consolidamento – spiega l’Ente Parco di La Maddalena -. L’ingegneria naturalistica consente di tutelare e restaurare il sistema dunale senza alterare gli aspetti fisici, paesaggistici e culturali locali. Si tiene a descrivere l’utilizzo di alcuni materiali specifici utilizzati nel rispristino, in particolare per i camminamenti. Si tratta per la stragrande maggioranza di staccionate rustiche realizzate in opera con pali di castagno scortecciati, trattati con materiali non tossici né inquinanti”.
Non solo materiale naturale di recupero, ma anche metallo.
“In località Bassa Trinita a delimitazione del percorso realizzato nel tratto oggetto di demolizione della strada asfaltata e della strada lato duna ove questa viene mantenuta, la staccionata è realizzata con acciaio Corten – spiega l’Ente -. Tale metallo è impiegato in vari campi ed è identificato come il più adatto sia in termini di sicurezza sia come garanzia di durata. Infatti la straordinaria proprietà dell’acciaio Corten è la capacità di autoproteggersi dalla corrosione elettrochimica. Esso crea una patina di polvere di ossidi degli elementi in lega, che conferisce una tipica colorazione che varia nel tempo (circa 18-36 mesi) da un arancio iniziale a una tonalità bruno-rossastra. Il Corten è anche definito un metallo vivo, perché se la patina superficiale viene intaccata o scalfita, il processo di ossidazione ricrea un a nuova protezione. Essendo una lega di acciaio è notoriamente ignifugo“.
