La battaglia giudiziaria di un uomo di Luogosanto per riavere il valore del buono.
Un uomo, residente a Luogosanto, ha trovato dentro un libro un buono postale emesso nel 1944. Lo ha trovato custodito dentro un libro, ma non poteva immaginare che quel buono postale fruttifero del valore nominale di 1000 lire, oggi fosse un tesoretto da 48.700 euro. Risale a prima della nascita della Repubblica, ma, dopo essersi rivolto all’associazione Associazione Giustitalia, ha scoperto l’effettivo valore oggi.
L’uomo per cercare di ottenere il rimborso anche dopo decenni, perché il credito è stato “scoperto” solo di recente, ha conferito ai legali dell’Associazione, che si occupa, tra le altre cose, su scala nazionale ed internazionale del rimborso dei buoni postali e dei titoli di Stato, di agire al fine del recupero della somma presso Poste italiane ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze obbligati in solido ad “onorare” tutti i debiti esistenti anche prima dell’avvento della Repubblica Italiana.
”Per quanto concerne la presunta prescrizione del diritto al rimborso eccepita da Poste italiane, l’art. 2935 del C.C. statuisce che “la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”. Quindi, nel caso di specie, il giorno di decorrenza della prescrizione che è decennale comincia a decorrere dalla data del ritrovamento del Titolo stesso (e diversamente non potrebbe essere visto che l’interessato prima di tale data ignorava l’esistenza del credito). Solo per offrire qualche dato statistico : In Italia ci sono circa 10 milioni di Titoli di Credito “Antichi” (tra buoni postali, libretti bancari, Bot, ecc. non riscossi ed ancora riscuotibili) e, purtroppo, c’è molta disinformazione anche da parte degli Enti preposti al pagamento”, fa sapere l’associazione.
