Litigio al bar a Monti, la sentenza a distanza di 16 anni.
Un litigio all’ingresso di un bar a Monti, risalente al 20 luglio 2008, si è concluso ieri con la dichiarazione di prescrizione da parte del Tribunale di Tempio Pausania. Il processo, che vedeva imputato Antonello Chessa, macellaio del paese, era iniziato con l’accusa di tentato omicidio, successivamente riqualificata in lesioni personali semplici.
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I fatti e le indagini.
Quel giorno di luglio del 2008, all’ingresso di un bar, era scoppiata una violenta lite tra Chessa e il compaesano Augusto Busia, costituitosi parte civile. Secondo l’accusa, al culmine del litigio, Chessa aveva estratto un coltello e ferito Busia all’addome, per poi darsi alla fuga. La ricerca dell’aggressore aveva coinvolto i carabinieri della stazione di Monti e della compagnia di Olbia, culminando con la decisione di Chessa di costituirsi in caserma, accompagnato dal suo avvocato.
La difesa, la riqualificazione del reato e la dichiarazione a sorpresa.
Durante il processo, la difesa ha sostenuto che Chessa avesse reagito per legittima difesa a un’aggressione subita, dopo la provocazione di Busia, che avrebbe anche spinto Chessa contro una ringhiera. L’avvocato ha presentato numerosi testimoni e una consulenza medico-legale che accertava come le lesioni inferte a Busia non fossero idonee a causarne la morte. L’arringa difensiva, durata quattro ore, ha insistito sull’aggressività di Busia, che avrebbe prima insultato e poi colpito Chessa, spingendolo contro una ringhiera.
Il collegio giudicante ha accolto la richiesta di riqualificazione del reato avanzata sia dalla difesa sia dal pubblico ministero, il quale aveva chiesto una condanna a due anni per lesioni. Tuttavia, data la distanza di 16 anni dai fatti, il reato è stato dichiarato prescritto.
