Il suicidio della sinistra suprematista, che regala un seggio sicuro agli avversari

Dopo le suppletive del Senato nel Nord Sardegna.

Ci sono elezioni normali e momenti elettorali che vorresti evitare. Le suppletive del Senato appartengono alla seconda specie. Dover sostituire un rappresentante deceduto rende meno appassionante il confronto non fosse altro per il rispetto che si deve a chi non c’è più. L’avvocato Marras ha ricordato la senatrice Bogo Deledda all’esordio della sua campagna elettorale mostrando da subito i valori ai quali si ispira. Ma non è bastato come non è stata sufficiente la sua notorietà di penalista di rango né i suoi trascorsi di uomo vicino alla sinistra e ancor meno la sua gloriosa gioventù cestistica.

Il candidato non poteva essere un importante esponente della società civile. No! Il candidato doveva per forza essere il frutto di una decisione politica presa in autonomia dal gotha della sinistra sassarese e annunciata dal principe, senza contraddittorio. Cosa potrà mai valere Agostinangelo Marras senza il background dei simboli dei partiti? Cinque per cento? Esagerando il sette? E come mai non hanno fatto il ragionamento inverso? E se fosse l’uomo adatto per vincere rappresentando tutte le gorze in campo? No. Questa domanda la sinistra suprematista non se l’è fatta. Quando mai!

E così si getta alle ortiche un seggio senatoriale che sarebbe stato molto utile al governo giallo rosso. Ma soprattutto è così che si conferma all’attenzione dell’opinione pubblica la scarsa lungimiranza di quei politici di lungo corso padroni del nulla destinato alla sconfitta eterna. A Sassari come a Olbia, tutto sottaciuto, WhatsApp dal contenuto insolente, telefonate a bassa voce ai fedeli frequentatori dei seggi. Niente da fare.

L’avvocato Marras, senza simboli accanto al suo nome, finisce quasi appaiato al blasonato esponente dei partiti di governo dimostrando di valere molto più di quel 5/7 per cento stabilito dai signori che si perpetuano nella conduzione (disastrosa) della sinistra in Sardegna. Chissà se questa cocente sconfitta, che ha ridotto al silenzio i noti maggiorenti sassaresi e olbiesi, potrà servire a far prendere aria alle maleodoranti stanze dei progressisti (?) tali oramai solo nel nome? Ai postumi l’ardua sentenza. Si, ai postumi! Perchè molto dipenderà dall’esito di questa bruciatura inattesa (da loro).

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