Aree pedonali e corsie per le bici: Olbia guardi al modello Copenaghen

Nella capitale danese un modello di mobilità sostenibile.

Recuperare un po’ di vita sociale disgregata nei comportamenti contemporanei; educare i piccoli alla mobilità autonoma e all’attenzione; abbattere le insicurezze dei genitori che, accompagnando i figli con l’auto, contribuiscono ad aumentare il traffico e i rischi che esso genera. Sembrano queste le buone intenzioni che animano la scelta dell’amministrazione civica di limitare il traffico veicolare davanti alla scuola Pais. È un esperimento e le conclusioni si trarranno alla fine. È una buona idea? Aiuterà a cambiare mentalità? Spesso rimaniamo affascinati da certe soluzioni viste all’estero ma alle stesse iniziative riproposte in patria non partecipiamo.

Olbia non è certo l’evoluta Copenaghen, ma non rassomiglia neanche all’impraticabile Roma. Da amministratore preferirei tendere a imitare la capitale danese: molte biciclette che circolano in corsie dedicate, grandi aree pedonali dotate di una vasta offerta culturale, commerciale e ludica, verde pubblico in quantità, un grande network di mezzi pubblici elettrici, scuole di ogni ordine raggiungibili senza bisogno di mamma o
papà (clima permettendo).

Riporto testuali alcune frasi tratte dal “Piano di mobilità scolastica sostenibile” redatto dall’ISPRA: “Scegliere la mobilità lenta sul percorso casa-scuola contribuisce significativamente alla salvaguardia dell’ambiente e al miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo”. E ancora: “Un Piano di Mobilità Scolastica è motivo indiscusso di eccellenza per ogni scuola e ogni Comune, promuove la salute e il benessere dei cittadini, favorisce la convivenza fra i vari utenti della strada, potenzia e rende attrattiva la rete dei percorsi pedonali: per tutti”. Per
me è stata presa la strada giusta.

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