La zona bianca della Sardegna? Un foglio per scrivere il nostro futuro

Il ritorno in zona bianca della Sardegna.

Ora siamo in zona bianca, primi in Italia. È un risultato che premia la posizione geografica dell’isola, l’attenzione delle istituzioni locali e i piccoli sacrifici quotidiani dei cittadini, regalando nuove prospettive, tanta fiducia ma, soprattutto, un’ora e mezza aggiuntiva alle nostre giornate.

Siamo in zona bianca ed è un contropiede rispetto ai dati del resto d’Italia, che vede concretizzarsi una terza ondata, giorno dopo giorno. Ecco perché questo “foglio” bianco che le autorità ci hanno regalato, va disegnato in maniera giudiziosa e accorta. Possiamo raccontare una vita aperta, abbiamo tutto a un tratto la responsabilità di rappresentare l’Italia al suo meglio, nel suo futuro.

Essere primi è una fortuna, ma ha dentro la responsabilità di essere sotto la lente di ingrandimento. E allora forse è questo il momento, per la Sardegna, di scegliere le misure già pianificate da tempo. Una campagna vaccinale rapida, un insieme di misure relative alla movimentazione dei turisti, gli screening di massa e, soprattutto, una grande sobrietà nel disporre della libertà accordataci dalle istituzioni.

La zona bianca, in fondo, più che nei modi e negli orari, è una grande fiducia nel cuore. Ci racconta che sì, è possibile, che la strada è giusta, che il domani può essere libero davvero, come lo conoscevamo prima di questa tegola che ci è caduta in testa. Ma è pur sempre una zona, è pur sempre parte di un contenimento che vogliamo dimenticare. E allora questa zona bianca facciamo che non diventi più una zona, continuiamo a impegnarci perché sia, semplicemente, la nostra vita di tutti i giorni.

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