A Berchiddeddu la comunità si mobilita tra donazioni Avis e appelli alle istituzioni
A Berchiddeddu festa per l’inaugurazione di un nuovo mezzo di trasporto per sangue e organi donato dall’Avis. C’era anche l’installazione di un defibrillatore sulla facciata del municipio si è trasformata in un momento di forte richiamo alle istituzioni: la comunità chiede con urgenza il ritorno di un medico di base nel paese.
L’impegno di Avis Olbia
A prendere la parola è stato il presidente di AVIS Olbia, Gavino Murrighile, che ha ricordato come Berchiddeddu sia ancora oggi priva di un medico di famiglia. Un problema concreto che costringe anziani e cittadini a spostarsi fino a Olbia anche per una semplice ricetta. “Questa è una comunità che ha bisogno di buona sanità – ha detto Murrighile – non è più accettabile che si debba ricorrere a soluzioni di fortuna. La presenza di questo defibrillatore e del mezzo donato sono un baluardo importante, ma non bastano. Serve un salto di civiltà e libertà, e questo lo si ottiene solo con un servizio sanitario adeguato”.
L’appello è stato raccolto anche da Salvatore Sini, delegato del sindaco di Olbia, che ha confermato l’impegno dell’amministrazione a favore di Berchiddeddu. “Abbiamo ristrutturato l’ambulatorio – ha spiegato – e siamo pronti per garantire un servizio medico degno di questo nome. Ora bisogna che si colmi questa mancanza, perché la salute è un diritto fondamentale”. Sini ha inoltre sottolineato l’importanza del defibrillatore installato nel quadro del progetto “Olbia città cardiosicura”, un presidio prezioso ma che non sostituisce una presenza medica costante.
Durante la cerimonia, che ha coinvolto tutta la comunità con la presenza dei gruppi folk Valle di Olevà di Berchiddeddu, il gruppo folk Sa Castanza e Li Femini di Gaddura, oltre alle forze dell’ordine – Guardia di Finanza, Polizia, Barracelli e Croce Rossa – si è respirato un clima di solidarietà ma anche di determinazione. Il commissario straordinario dell’ASL Gallura, Ottaviano Contu, ha lodato l’impegno di AVIS Olbia e ha incoraggiato a proseguire nella collaborazione tra volontariato e strutture pubbliche per superare le difficoltà sanitarie del territorio.
Il vescovo di Ozieri
Il parroco di Berchiddeddu, don Andrea, ha ribadito il valore del defibrillatore come dono di grande importanza per la sicurezza della comunità (lui stesso è abilitato all’utilizzo), e ha invitato i giovani a comprendere il senso profondo della donazione e della responsabilità civile.
A chiudere la giornata è stato il vescovo di Ozieri, Mons. Corrado Melis, che ha parlato di solidarietà e dono, ricordando la sua esperienza come donatore di organi e sottolineando come questi gesti siano fondamentali per costruire una società più umana.
La cerimonia, accompagnata dal suono festoso dei clacson dei mezzi inaugurati, è stata quindi anche un forte segnale: la comunità di Berchiddeddu vuole essere ascoltata e rivendica il diritto a una sanità dignitosa e vicina, a partire dalla figura essenziale del medico di base.




