L’esempio del Caffè Mary di Olbia per salvare le vite: “Ma ora servono altri 10 defibrillatori”

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Il Caffè Mary ha installato il primo defibrillatore di Olbia.

Da quando il primo defibrillatore pubblico ha fatto la sua comparsa in piazza Regina Margherita si può tirare una sospiro di sollievo in più. Proprietario del macchinario, il Caffè Mary, uno dei bar più conosciuti del centro storico di Olbia, che ha realizzato un sogno inatteso in termini di pronto intervento.

“Da un paio d’anni seguiamo con interesse il problema della cardio protezione pubblica, una tematica che ritengo prioritaria anche per Olbia – spiegano dal Bar Mary Bistrot -. In tutte le città sono presenti le colonnine e, per fare un esempio, la società “Cardiacscienze” ne ha 200 uguali soltanto a Milano. L’idea del defibrillatore pubblico è stata una donazione che abbiamo voluto fare alla città, con i soldi ricavati dagli incassi del locale. Abbiamo speso 3500 euro e lo abbiamo fatto con soddisfazione”.

Il defibrillatore è stato posizionato sulla colonnina accanto al locale, all’angolo della piazza. Il suo acronimo è di Dae e si tratta di un macchinario intelligente che, attraverso dei comandi vocali, guida l’ultilizzatore e in 5 secondi individua il tipo di malessere e come si deve procedere o se è necessario l’intervento di defibrillazione.

L’impulso elettrico viene commisurato perfino in base al fisico del paziente. Un macchinario così semplice all’apparenza, ma che in realtà non lo è affatto. “Solo chi ha fatto un corso può utilizzare il macchinario – spiegano al Bar Mary -. Per questo abbiamo deciso anche di pagare la spesa di alcuni corsi agli esercenti più vicini e anche al personale del bar. Durante il corso viene insegnato a fare riabilitazione cardiopolmonare e ad utilizzare il macchinario”.

L’idea del Bar Mary potrebbe essere da apripista per la creazione di una città cardioprotetta. Attualmente come defibrillatore pubblico c’è solo questo. Tutti gli altri sono privati e sono detenuti dalle associazioni sportive. “Abbiamo preparato una mappatura, che abbiamo presentato al Comune, che prevede la localizzazione di altri 10 defibrillatori pubblici, posizionati in altrettanti punti strategici”, annunciano dal Mary. Ma dove andrebbero messi?

“Sicuramente al molo Brin, a Pittulongu e al Fausto Noce oltre a quelli detenuti dalle società sportive”, rispondono dal bar. In altre città italiane i defibrillatori pubblici sono una realtà consolidata. I macchinari sono presenti in punti facilmente fruibili dalle ambulanze e personale medico.

Spesso vengono promossi corsi per l’utilizzo del Dae, a cui vengono invitati i rappresentanti delle associazioni più importanti sul territorio. Un rete capillare di apparecchi a cui è affiancata la formazione per il pronto uso. Secondo i dati nazionali, la possibilità di salvare una persona da un infarto è infinitamente maggiore se si riesce ad intervenire in tempo e spesso non si può aspettare l’arrivo dell’ambulanza.

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