Le cozze di Olbia verso i 100 anni di storia, una mostra per celebrarne il successo

La mostra Mytilus sulle cozze di Olbia.

Il teatro Michelucci di Olbia, riaperto al pubblico dopo i lavori di ristrutturazione, si è trasformato nell’Isola dei Tesori Mirtò. Un grande hub che sa unire insieme i gusti e sapori della tradizione, con le grandi ricchezze archeologiche dell’isola. Da qui il connubio con l’Isola degli Artigiani, l’Isola dell’Archeologia e la mostra Mytilus.

Proprio quest’ultima rappresenta uno spazio importante per uno dei settori storicamente trainanti dell’economia del territorio. Il teatro Michelucci ospiterà fino a martedì 20 agosto “Mytilus – 100 anni di storia, tradizioni e strumenti della maricoltura di Olbia” in collaborazione con il Consorzio Molluschicoltori di Olbia.

“Veniamo dalla bellissima esperienza insieme a Mirtò in Casa Sardegna ad Alghero, durante la tappa del rally mondiale – spiega Raffaele Bigi, presidente del Consorzio -. Qui ad Olbia completiamo un nostro percorso. La novità consisterà nella creazione di due format: uno, il più classico, con la preparazione e degustazione guidata dei nostri prodotti; il secondo, per la prima volta, attraverso un’esposizione etnografica che ripercorre i quasi 100 anni di storia delle cozze ad Olbia, visto che la prima concessione fu rilasciata il 15 dicembre del 1920”.

Dunque da ieri sera i visitatori di Mirtò potranno godere di varie degustazioni guidate di primi piatti, secondi, crudi, tutti all’insegna dei prodotti del Consorzio dei molluschicoltori di Olbia: cozze, ostriche, tartufi, cannolicchi, bocconi e arselle. Degustazioni con piatti elaborati per comprendere le peculiarità delle produzioni locali, insieme a una esposizione che ripercorre la storia delle cozze di Olbia attraverso gigantografie di foto degli anni ’50, con una vera imbarcazione, attrezzature da lavoro e anche due mini impianti, su palo per il passato e galleggianti come quelli più moderni.

“Per noi Mirtò e il teatro Michelucci rappresentano un veicolo di promozione e comunicazione molto importante – sottolinea Bigi -. La nostra è una produzione di nicchia, lavoriamo con i numeri del prodotto che ci dà la natura, il valore aggiunto è nella qualità. Una vetrina come Mirtò ci consente di valorizzare economicamente la nostra produzione, che consideriamo di eccellenza, insieme a una esposizione che coinvolge artigianato e siti archeologici. Questo è il vero marketing territoriale”.

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