Arcobaleni e casette colorate, i pensieri e i disegni dei bambini di Olbia sul coronavirus

I pensieri dei bambini di Olbia.

I telegiornali non fanno altro che parlare di coronavirus. Non si può andare a scuola e si può uscire di casa poco, giusto lo stretto necessario. E allora i bambini di Olbia stringono matite e pennarelli tra le dita e si esprimono con il linguaggio che meglio conoscono. Disegnano e scrivono pensierini anche sul coronavirus. Come Emma di 9 anni, che sintetizza così il suo malumore: “Ajò coronavirus, mi hai stufato”.

O Viola, di 5 anni, che disegna il coronavirus sbarrandolo con una “x”. Poi c’è Carla di 10 anni che commenta: “Quando hanno annunciato la notizia della scuola chiusa all’inizio ero contenta, poi ho pensato che fosse una cosa grave”.

E Davide, 11 anni, che dice: “Non posso andare a calcio, non posso fare nulla. Quasi quasi mi manca la scuola”. S’intromette Francesca, 9 anni: “A me mancano i compagni e le maestre”. Infine, Andrea, 11 anni, che scrive serio sul suo quaderno: “Tutti dobbiamo seguire le stesse regole di prevenzione contro il coronavirus”. 

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