Chiudono le profumerie Douglas ad Olbia, la protesta davanti al Comune

Lo sciopero di Cgil a Olbia.

Chiudono le profumerie di Douglas e anche a Olbia è a rischio il futuro delle lavoratrici. Per questo, stamattina i sindacati hanno indetto uno sciopero regionale, come segno di protesta per la operazioni del colosso tedesco del settore profumeria, che ha deciso di chiudere i negozi per potenziare l’e-commerce.

Una scelta che non è dettata per ragioni economiche, poiché il gruppo Douglas negli ultimi dieci anni è diventato leader in Italia, acquisendo anche la concorrenza. “La pandemia è stata utilizzata come scusante per avviare le chiusure di 12 punti vendita in Sardegna – ha detto il segretario di Filcams Cgil Gallura Danilo Deiana –. Le ristrutturazioni del gruppo sono state avviate usando gli ammortizzatori sociali, poi da un giorno all’altro hanno comunicato senza preavviso la chiusura di quasi 128 negozi e la perdita di quasi 500 posti di lavoro. Le profumerie di Olbia che chiuderanno, tra l’altro, hanno un ottimo fatturato anche perché sono ubicate in zone strategiche della città”. A chiudere nella città della Gallura sono due punti vendita, quello di via Genova e quello di viale Aldo Moro, con cinque dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro.

Allo sciopero regionale, che si è svolto davanti al palazzo del Comune di Olbia, c’è stato il 99% delle adesioni, e si è svolto alla presenza di vari consiglieri regionali. Al termine del presidio è stato incontrato il sindaco di Olbia Settimo Nizzi. “I presenti saranno parte attiva per convocare un incontro al Mise. Da tempo abbiamo chiesto un incontro urgente per la richiesta di un tavolo per gestire la vertenza – dichiara Danilo Deiana –, con questo sciopero abbiamo sollecitato le istituzioni locali al fine di convocarlo al più presto”.

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