San Simplicio, grandi lavori per la valorizzazione della Basilica di Olbia

San Simplicio

Basilica di San Simplicio, il futuro parte dalle radici: tra restauri, studio e identità cittadina

La Basilica di San Simplicio è protagonista di un ambizioso piano di valorizzazione che intreccia conservazione, fede e consapevolezza storica. Un impegno concreto, portato avanti dalla Parrocchia e sostenuto dalla Soprintendenza. Esso punta a proteggere un bene architettonico prezioso e a rafforzare il senso di una comunità che riconosce nel suo Santo Patrono una guida e un simbolo identitario.
Nel corso di un recente incontro organizzato dall’Associazione Amici della Biblioteca Simpliciana, è emersa con chiarezza la portata degli interventi in corso e in programma. “Stiamo investendo sulla salute artistica della basilica, perchè è molto preziosa – afferma con entusiasmo don Tamponi – è un’opera d’arte e come tale va rispettata”.

Luci, finestre e condizionamento

Dalla rimozione delle luci invasive per tutelare l’integrità artistica dell’edificio, fino a un progetto da 150.000 euro per dotare la Basilica di nuove finestre con vetri adeguati alla protezione dell’ambiente interno. Solo lo spostamento e l’adeguamento dell’impianto di illuminazione, non compatibile con l’arte sacra, è costato oltre 100.000 euro, a cui si sommano i 60.000 euro investiti per l’installazione dell’aria condizionata, fondamentale per la conservazione di affreschi e strutture lignee, come i ginepri pregiati che ornano il baldacchino.

Tegole e baldacchino

Ma è solo l’inizio. “Abbiamo due posizioni aperte a livello regionale per un terzo e un quarto cantiere – spiega Don Antonio Tamponi – uno riguarda la sostituzione delle tegole antiche, per un valore stimato di 200.000 euro. Il maestrale sta danneggiando la copertura, portando via elementi insostituibili. Il secondo intervento mira a restituire alla chiesa un altare basilicale degno delle sue reliquie, oggi custodite sotto l’altare. “Quest’ultimo potrebbe essere coperto dal prezioso baldacchino, attualmente sospeso, per un ritorno alle origini. Infatti il baldacchino poggiava con ogni probabilità su delle colonne, forse ligee o forse lapidee. “Si potrebbero – suggerisce don Tamponi – recuperare le colonne, oggi disperse, che in passato circondavano la basilica”.

A fare da stimolo a questa riflessione condivisa è stato il convegno “Il paravoce di San Simplicio”, con la partecipazione dell’archeologo Marcello Cabriolu. L’incontro ha offerto una chiave di lettura storico-liturgica del “paravoce”. Elemento architettonico che fungeva da mediazione tra clero e fedeli, e che ben rappresenta lo spirito vitale della Basilica.

Guardando al futuro, l’obiettivo è duplice: continuare a investire nella tutela del monumento e rafforzare l’impegno culturale avviato con gli “Studi simpliciani”, progetto inaugurato nel 2024 per approfondire la figura del Santo nel contesto storico e teologico.

Condividi l'articolo