Fino a 15mila euro di contributi per prendere casa nei piccoli centri della Sardegna

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I contributi per la prima casa nei piccoli comuni della Sardegna si estendono fino ai 5 mila abitanti.

La Regione Sardegna ha predisposto una nuova disciplina dedicata ai contributi per la prima casa nei piccoli comuni sardi. La Giunta regionale ha approvato una delibera che ridefinisce in modo organico il sistema dei finanziamenti a fondo perduto per l’acquisto, la ristrutturazione e il recupero degli immobili destinati a residenza principale.

La principale novità riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari. La misura viene estesa ai Comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti, recependo le più recenti disposizioni legislative e includendo un numero più ampio di territori interni. L’intervento si inserisce nel quadro delle politiche regionali sul diritto alla casa e sull’abitare sostenibile, con l’obiettivo di rendere più attrattivi i piccoli centri e contrastare lo spopolamento.

Un sistema più strutturato e orientato ai risultati.

La nuova disciplina introduce criteri uniformi a livello regionale e responsabilizza maggiormente i Comuni nella gestione delle risorse. La ripartizione dei fondi segue un meccanismo misto: il 30% delle risorse viene distribuito in parti uguali tra tutti gli enti beneficiari, mentre il restante 70% è assegnato in base alla capacità di utilizzo effettivo delle risorse nell’anno precedente. Questo modello permette di intercettare il fabbisogno reale dei territori e di valorizzare l’efficienza amministrativa degli enti locali. Allo stesso tempo, mantiene un equilibrio tra indirizzo regionale e autonomia comunale, consentendo agli enti di adattare gli interventi alle specificità locali.

I criteri di priorità per i contributi casa nei piccoli comuni della Sardegna.

Il finanziamento complessivo ammonta a 15 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028. Il contributo copre il 50 per cento della spesa sostenuta, fino a un massimo di 15 mila euro per beneficiario e nucleo familiare.

La disciplina definisce due livelli di criteri. Quelli regionali, obbligatori, devono incidere per almeno il 70% del punteggio complessivo e riguardano in particolare il trasferimento di residenza da altre regioni o dall’estero, i nuclei familiari di nuova formazione, la presenza di figli minori, la composizione del nucleo e l’età del richiedente, con priorità agli under 40. In questo contesto assume rilievo anche il rientro degli emigrati sardi e dei loro discendenti, valorizzato attraverso un incremento del punteggio, riconoscendo il contributo che tali rientri possono garantire alla stabilità demografica.

Il ruolo dei Comuni.

Accanto ai criteri obbligatori, i Comuni possono introdurre premialità aggiuntive, purché coerenti e non discriminatorie. Tra queste rientrano il radicamento economico locale, il recupero degli immobili nei centri storici, le situazioni di disagio abitativo e le condizioni socio‑economiche di fragilità. La disciplina definisce inoltre requisiti, interventi ammissibili, modalità di erogazione e obblighi, prevedendo meccanismi chiari di decadenza e recupero delle somme.

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