Su 32mila iscritti centinaia di uomini dalla Sardegna.
Si sarebbero spostati altrove utenti e amministratori di “Mia Moglie”, gruppo da 32mila iscritti rimosso da Meta per “sfruttamento sessuale” dopo più di 3.000 denunce. Mentre in corso ci sono le indagini della Polizia postale di Roma, il materiale continua a circolare su altre piattaforme, con nuove dinamiche che gettano luce sul lato oscuro della rete. Tra gli utenti anche tante persone che vivono in Sardegna, anche Olbia e Sassari.
Canali trasferiti.
Dopo le segnalazioni diversi utenti sono stati dirottati su Telegram e WhatsApp, rendendo più difficile la rimozione di contenuti postati senza il consenso. Si tratta di canali privati, chat su invito e archivi digitali di immagini, in alcuni casi accessibili a pagamento. L’anonimato e l’uso di bot automatici rendono queste nuove comunità virtuali ancora più insidiose. Secondo la Polizia Postale, tra i contenuti condivisi circolano non solo immagini di donne adulte, ma anche scatti che potrebbero coinvolgere minorenni. La Polizia Postale è al lavoro per rintracciare i responsabili e raccogliere testimonianze dalle vittime, ma lo spostamento delle attività su piattaforme meno collaborative come Telegram rende l’operazione complessa. Finora, infatti, la società ha mostrato scarsa disponibilità a fornire dati utili alle indagini.
Donne nel mirino.
Tutto è iniziato con la denuncia di alcune attiviste, che hanno segnalato l’esistenza sui social di spazi in cui gli uomini commettono violenze contro le donne, comprese mogli, figlie e parenti. Le attiviste hanno sottolineato come Internet rappresenti ancora un ambiente pericoloso per le donne, dove molti non accettano la loro presenza pubblica e, di conseguenza, reagiscono con violenza, spesso in modo organizzato. Proprio in questi giorni, un’influencer cagliaritana è stata minacciata da due uomini durante una diretta con frasi inquietanti come: “Ti taglio la gola”, “Farai la fine di Yara Gambirasio”. Aggressioni che accadono quasi principalmente alle donne, stando a una recente indagine di Voz sono le più bersagliate dall’odio online.
