Calcio, Eccellenza. Dopo il pareggio ad Arbus il Porto Rotondo prepara lo scontro diretto col Taloro

Nove partite alla fine del campionato, contro il Gavoi potrebbe esserci la svolta.

Il Porto Rotondo ha pareggiato l’ultima partita di campionato contro l’Arbus ad Arbus, venendo staccato dal Ghilarza di due punti, ma riuscendo a portare a due le distanze con il Taloro Gavoi, sconfitto in casa dal Castiadas.

ARBUS 1 – 1 PORTO ROTONDO – Ad Arbus ottima prestazione quella della squadra gallurese , contro una formazione che in casa è sempre difficile da affrontare. Il risultato, bugiardo, non rende giustizia al numero di occasioni da gol avute dalla squadra olbiese. Il Porto Rotondo è passato in vantaggio al 28′ grazie a un colpo di testa di Budroni, che si è fatto trovare al posto giusto sulla pennellata da calcio di punizione di Mascia. Tre minuti dopo ha risposto l’Arbus, riuscito a pareggiare in modo fortunoso. Discesa sulla fascia destra del terzino destro Muscas, il suo cross, che doveva essere al centro, colpito di collo esterno, è diventato un missile che ha virato verso la porta spiazzando tutti, portiere compreso. Il pallone si è infilato in rete, per il pareggio dei padroni di casa. L’Arbus ha avuto altre due occasioni importanti, su un calcio di punizione respinto da Melis e su un colpo di testa ravvicinato. Per il resto, il Porto Rotondo ha macinato azioni e occasioni, andando al tiro diverse volte con Pilosu, Mascia, Mulas, Bulla, senza mai riuscire a battere il portiere avversario.

IL BILANCIO – La partita di domenica è valsa la conquista di un punto che ai biancazzurri servirà sicuramente per la classifica, che in basso è ancora molto fluida. L’obiettivo è quello di raggiungere la dodicesima posizione in classifica, che vale la salvezza diretta ed è attualmente occupata dal Guspini e dal Ghilarza, che hanno solo due punti più del Porto Rotondo. In alternativa, la squadra gallurese deve lasciare a sette punti di distanza la penultima in classifica, in modo da evitare gli spareggi per la permanenza nella massima serie regionale. La penultima posizione è attualmente occupata dal Taloro Gavoi, che sta sotto di due punti ed è il prossimo avversario degli olbiesi nella partita casalinga di domenica. Il Porto Rotondo ha costruito più della metà del suo bottino di punti stagionale nello stadio di casa, collezionando al Caocci 3 vittorie sulle 4 totali del campionato, e 2 pareggi sui 7 totali. Sono 5 le sconfitte in casa, stesso numero di quelle in trasferta, mentre l’unica vittoria fuori casa è stata ottenuta proprio in casa del Taloro Gavoi. Con sole 9 partite alla fine del campionato, il Porto Rotondo ha una ghiottissima occasione per dare una svolta al proprio campionato.

Mister Marini commenta così il pareggio contro l’Arbus: “Il Porto Rotondo ha avuto moltissime occasioni nel secondo tempo ma non è riuscito a finalizarle, come purtroppo ultimamente ci sta capitando. Ma non perché non siamo capaci di farlo, semplicemente è un periodo un po’ così… I ragazzi davanti hanno fatto una buona partita. Io sono contento della prestazione di tutti, l’Arbus è un avversario ostico, soprattutto quando gioca in casa. L’occasione del gol subito è stata casuale, tutti si aspettavano un cross, probabilmente anche il giocatore che ha messo il pallone al centro colpendolo di collo esterno. Il portiere ha fatto il movimento giusto, ma la inaspettata traiettoria del pallone ha beffato tutti. Il campo aveva delle irregolarità, probabilmente questo ha influito sull’azione. Non mi sembra il caso neanche di chiamarla “occasione”, quella. La seconda occasione dell’Arbus stata nel primo quarto d’ora del secondo tempo con un colpo di testa. Tutto il resto lo abbiamo fatto noi. La partita l’abbiamo fatta noi nel primo tempo per intero, nel secondo tempo abbiamo concesso giusto il primo quarto d’ora. Siamo ripartiti molto bene, abbiamo avuto diverse occasioni nitide e pulite anche molto vicino alla porta, ma non siamo stati precisi, qualche volta la palla è uscita di poco. La partita l’abbiamo condotta noi su un campo in erba naturale al quale noi non siamo abituati. Bene la volontà e la ricerca della vittoria fino all’ultimo minuto di recupero. Sono contento della prestazione e credo che abbiamo raccolto un po’ meno di quello che avremmo meritato“. Gli attaccanti sembrano ultimamente meno prolifici rispetto alla prima parte della stagione. “Secondo me sia Mulas che Pilosu oggi hanno fatto un’ottima partita – spiega Marini – . Hanno giocato molto insieme, uno al servizio dell’altro. Mulas è andato al tiro sia nel primo tempo su sponda di Pilosu, che nel secondo tempo su una percussione di Fedele Derosas. E Pilosu ha fatto un grande lavoro, spesso spalle alla porta però ci ha fatto salire. Io sono contento del reparto avanzato, e allo stesso modo anche di Bulla a sinistra, che ha avuto anche lui una grande occasione ed è stato una spina nel fianco continua per l’Arbus. Anche Fedele Derosas è stato pericoloso. Chiaramente, siamo molto offensivi in questo modo, quindi poi c’è anche da fare un grande lavoro di copertura che in mezzo al campo hanno fatto bene Muroni e Mascia, ma anche il reparto difensivo è andato benissimo contro una squadra che aveva più centimetri di noi. Abbiamo vinto quasi tutti i duelli aerei, quindi molto bene. Sono contento anche del portiere. Non posso dire niente ai ragazzi. Ci siamo, siamo vivi quindi va bene così. Oggi perdere poteva essere pesante anche visti i risultati dagli altri campi, e vista la partita, il pareggio ci sta un po’ stretto“. La classifica è apertissima in zona salvezza. “Ci sono Ghilarza e Guspini a due punti. Il Ghilarza ha vinto e ci ha staccato di 2 punti, sotto il Gavoi è a 2 punti di distanza. Allo stesso tempo però abbiamo avvicinato il Guspini. Dobbiamo essere bravi anche a sfruttare il fattore campo“. La settimana prossima c’è la partita da vincere assolutamente: “Per noi ormai sono tutte da vincere. Partite da non vincere non ce ne sono. I punti hanno lo stesso valore in tutti i campi. Per quanto mi riguarda bisogna vincere con le prima in classifica come con le ultime classifica. Dobbiamo giocarcela e provare a vincerle tutte. Non siamo una squadra che può permettersi di amministrare i risultati, di aspettare, di fare calcoli. Non siamo una squadra che può giocare per pareggiare. Dobbiamo giocare tutte le partite con la giusta personalità come abbiamo fatto oggi. E così faremo. Affronteremo il Taloro con grandissimo rispetto, perché è un’ottima squadra“.

Anche Paolo Faedda, 18 anni, terzino sinistro della squadra, rivendica l’ottima prestazione corale. Il giocatore è uno dei punti fermi del Porto Rotondo di Marini in questa stagione. “Abbiamo dato il massimo, abbiamo cercato di mettere in pratica tutto ciò su cui abbiamo lavorato in settimana. Purtroppo non siamo riusciti a portare a casa i tre punti, che sicuramente meritavamo. Iniziamo già a pensare alla prossima partita. non nascondiamo nulla, il nostro obiettivo è vincere. Abbiamo avuto tante occasioni sia nel primo che nel secondo tempo, ma non siamo riusciti a finalizzare le. Questo ci darà carica per la prossima partita”. Paolo Faedda è un difensore di fascia sinistra che può giocare anche a destra. “Mi metto a disposizione della squadra, e cerco di fare il massimo, quando vengo chiamato in causa. Mi capita di fare errori, ma penso che sia normale per tutti, ogni tanto. A 18 anni essere titolare in una squadra di eccellenza è un grande onore“. Grandissimo onore, ma anche grandissima responsabilità. “È una grandissima opportunità che sto cercando di sfruttare al meglio, oltre che un grandissimo onore. Ringrazio tantissimo il mister Marini che mi dà fiducia e mi fa giocare. Io sono un fuori quota, e lui mi ha sempre dato fiducia finora. Spero di ricambiare con le prestazioni ci stiamo lavorando”. Paolo Faedda ha bruciato le tappe ma ha una lunghissima carriera da calciatore alle spalle: “Ho iniziato a giocare a calcio a 6 anni, partendo proprio dal Porto Rotondo. Poi l’Atletico Olbia e l’Olbia Berretti, prima del ritorno al Porto Rotondo. È stata una mia scelta quella di tornare qui. Non penso che l’Olbia avesse intenzione di girarmi in prestito. Ho fatto questa scelta per poter crescere come uomo e come calciatore. Sono contento perché mi sto giocando le mie carte, con l’aiuto di tutti i compagni, del mister e della società. Tutti mi danno consigli e mi supportano, essendo per me il primo anno nella rosa di una vera prima squadra. Oltre al mister Marini devo molto a mister Riccardo Sanna, che ha allenato e giocato in eccellenza, è stato il mio mister al primo anno di allievi. Porterò sempre con me il bagaglio tecnico-tattico che mi ha trasmesso. È stata un’impronta indelebile, che continua tutt’ora, dato che ancora adesso ci sentiamo e continua a darmi consigli. Per me è ancora un punto di riferimento. Due anni dopo ho avuto l’onore di essere allenato da mister Simone Tiribocchi, che mi ha insegnato tanto anche lui. E’ stato importantissimo anche mister Piero Spanu, anche lui è stato un grande maestro. Ma chi mi ha spinto a non mollare mai è stata la mia famiglia, supporto fondamentale, in particolare da parte di mia mamma, mio babbo, e mia nonna. Perché può capitare nella carriera di un calciatore che ci siano dei momenti negativi, ma la mia famiglia mi ha sempre dato appoggio anche in quei momenti”.

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