Oltre alla formula uno esistono altre gare su motori poco note e seguite internazionalmente da piattaforme sportive come https://sportaza.it.com/. Il Mondiale Endurance è una competizione complessa all’interno del motosport a vetture monoposto chiuse. L’edizione ufficiale per motivi di sponsor prende il nome di Fia World Endurance Championship. Si è sviluppata nel 2012 grazie a Fia e ACO, nella storia di questa gara a quattro ruote troviamo l’andrenalina della 24 Ore di Le Mans. Quali differenze ci sono rispetto alla monoposto F1? Le raccontiamo subito entrando anche nelle officine di Maranello che hanno sfornato per questa edizione una monoposto incredibile, a livello tecnico e di design.
Le gare dell’Endurance sono più lunghe rispetto alla Formula Uno dove il tempo massimo è di due ore. Invece nella FWE la pista può superare i 1800 chilimetri e le ore tra prove, gare e test variano tra le 6, le 8, le 10 e le 24 ore. La velocità la fa da padrona insieme ad altre interessanti qualità tecniche, l’affidabilità, ad esempio, la gestione delle gomme, i consumi tecnici e il lavoro di squadra tra piloti che si alternano alla guida.
Come tutte le gare su ruote, il calendario di ogni anno si distribuisce tra i continenti che attendono anche queste macchine con piste e gran premi dedicate. Qatar, Bahrain, Imola, Sfrancorchamps sono alcuni nomi importanti. Poi c’è la gara di Le Mans che assegna un doppio punteggio e decide le sorti del campionato. L’Hypercar è la categoria di prototipi ibridi che racciude le monoposto che corrono in questa competizione. Sono veicoli avanzati dal punto di vista tecnico, materiale e tecnologico. La Ferrari con notizia pubblicata sul sito ufficiale sarà una protagonista importante di questa edizione.
Ferrari e il podio Endurance, un grande ritorno raccontato dallo stesso cavallino
Questi anni sono di notizie importanti nello sport, soprattutto nei motori. La Ferrari è sempre al secondo posto nelle gare importanti della formula uno e torna con modelli iconici anche nell’Endurance Fia/Aco. Il modello 499P segna la fine di una lunga assenza e una caratterizzazione più moderna del brand lusso/sport e innovazione tecnologica. Lo scorso anno, Ferrari è riuscita a conquistare il titolo sia nella categoria costruttori, sia nella categoria Piloti. Maranello mancava nel mondiale degli ibridi dagli anni Settanta, per questo il secondo decennio duemila è caratterizzante nella storia sportiva della società emiliana.
Piattaforme, statistiche, analisi tutte concentrate anche sulle gare parallete alla classica e seguitissima delle monoposto. Raccontiamo qualcosa degli equipaggi di questi anni, il primo composto da Miguel Molina, Antonio Fuoco e Nicklas Nielsen, il secondo da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi. Le gare di questi team si sono caratterizzati per affiatamento, professionalità tecnica e allenamento in gare che temprano pazienza e forza d’animo visto che durano anche molte ore.
La 499P raccontata da Ferrari è il riassunto di una filosofia storica e progettuale passata per molte esperienze, errori e innovazioni., Il powertrain ibrido v6 biturbo è coraggio e slancio, non a caso è un sistema elettrico anteriore. Il team di ingegneri ha lavorato su una sincronia perfetta di produzione sport e stradale, un programma preciso di innovazione componente dopo componente.
Una presentazione densa di significati e strategie al Museo Enzo: continuità, passione e innovazione. La cronaca
In questi anni, tanti eventi connessi all’inizio delle gare sportive si sono tenuti al Museo Enzo Ferrari. Nella macchina ibrida per l’Endurance, la fa da padrona un rosso lucido comune alle monoposto f1 ma con dei dettagli che la caratterizzano. La finitura opaca definisce dei dettagli che la rendono più aggressiva e colorata rispetto alle Hypercar. Compare il giallo modena nelle linee della carrozzeria, richiamo alla Ferrari 312 P.
La macchina di questa stagione è anche disegnata o impreziosita, un simbolo importante è l’alloro posizionato sulla carrozzeria. Celebra i campioni del mondo in gara. La Ferrari scrive che quest’anno ha scelto di non utilizzare il numero 1 ma celebrale il valore della sportività collettiva, mantiene quindi il 50 e 51. Nell’endurance non vince la vettura ma la squadra che sa importi in un lavoro congiunto. Non ci sono solo i piloti ma anche gli ingegneri, gli strateghi e la parte dirigenziale attenta a tutte le forme di sportività e competizioni che la Ferrari sta seguendo.
Il Balance Performance e il programma competitivo e evoluzionistico di questi anni
Dentro Ferrari c’è un insieme di tante tecnologie, brand e realtà produttive, l’equilibrio di sistema prende il nome di Balance of Performance. Per questo ingegneri, strateghi e dirigenza sono importanti quanto i piloti, non fanno perdere l’unicità di Ferrari pur creando partnership importanti. DIA e ACO in questi anni hanno voluto la riomologazione aerodinamiche nelle vetture, la 499P è costruita considerando le nuove regole tecniche di gara, il passato ma anche nuove e potenziali evoluzioni richieste da regolamento o competitività.
Joker Evo, ad esempio, è un progetto di linea e tecnica costruita analizzando i dati e studiato pista, vento e galleria. La macchina mantiene forza e velocità nonostante situazioni e resistenze. È storica la collaborazione Michelin per le nuove gomme di gara, su di loro si conta per prestazioni massime dai test alle corse effettive.
Ferrari non è sola in pista, l’Endurance come tutte le altre competizioni di motori conta avversari preparatissimi e competitivi. In ogni gara bisognerà ridurre errori, penalita e massimizzare risultati e punteggio ottenuto.
