Mentre il Manchester City affronta le accuse della Premier League in merito alla presunta violazione delle regole di sostenibilità finanziaria, la dirigenza ribadisce la totale fiducia nella propria innocenza. In questo clima, sono riemerse le dichiarazioni dell’allenatore spagnolo Pep Guardiola, ampiamente condivise dai tifosi in seguito ai recenti resoconti giornalistici.
Nei giorni scorsi, i media britannici hanno diffuso notizie su una presunta colpevolezza del Manchester City in 114 dei 115 capi d’accusa formulati dalla Premier League in materia di fair play finanziario, tra cui l’occultamento di pagamenti e il gonfiamento dei ricavi. Un’ipotesi che il club ha ripetutamente e categoricamente smentito.
I messaggi di Guardiola
Lo spagnolo Pep Guardiola, ex allenatore di Barcellona e Bayern Monaco, ha lanciato diversi messaggi durante il suo incarico al Manchester City, compreso tra il 2016 e il 2026, ribadendo la sua assoluta fiducia nel proscioglimento del club da tutte le accuse.
A febbraio 2023, dopo l’annuncio dei 115 capi d’accusa, Guardiola dichiarò ai giornalisti: “Tutto ciò che penso è che abbiamo già fatto il nostro dovere. È successa la stessa cosa con la UEFA e abbiamo dimostrato di essere completamente innocenti”.
“Alla fine so bene che ciò che abbiamo vinto, lo abbiamo vinto sul campo”, aggiunse l’allora tecnico del City. “Non ho alcun dubbio che i trofei e i successi del Manchester City siano arrivati grazie al nostro impegno sul terreno di gioco”.
Guardiola si dichiarò in quel momento “pienamente convinto dell’innocenza del Manchester City”, aggiungendo: “Siamo in un Paese meraviglioso in cui tutti sono innocenti fino a prova contraria. Abbiamo conquistato i campionati con i nostri sforzi in campo, e nessuno ce lo potrà togliere”.
Nel 2024, in seguito a nuove speculazioni mediatiche sul caso, l’allenatore rincarò la dose: “Alcuni dicono che il City retrocederà. Anche se dovesse succedere, io resterò qui e risaliremo in Premier League”.
Nel maggio 2026, prima di lasciare definitivamente il club, Guardiola ha affermato: “Ho molta fiducia nella dirigenza, ne ho parlato con loro e confido nel modo in cui hanno agito e in ciò che hanno fatto; quel che è stato, è stato”. Una dichiarazione volta a confermare ancora una volta il suo sostegno alla società, la ferma convinzione in una totale assoluzione e la certezza che tutti i titoli conquistati siano stati il frutto del duro lavoro sportivo.
Il Primo Ministro britannico Andy Burnham ha commentato le notizie che davano per certa la colpevolezza del City: “Si presume che il City sia colpevole di 115 accuse? Credo che in questa fase si tratti solo di resoconti giornalistici e, qualora venissero confermati, vorrei leggere personalmente il rapporto della commissione indipendente”.
Il Primo Ministro ha inoltre sottolineato che “non ci si dovrebbe affrettare a trarre conclusioni sulla revoca dei titoli del City, perché la questione non è così semplice. Non si può avere fretta in un lungo processo che vede contrapposti il club e la Premier League”.
Il City mantiene la fiducia
Sin dal primo giorno in cui sono state formulate le accuse, il Manchester City ha risposto con sicurezza di non aver commesso alcuna infrazione finanziaria. Un atteggiamento mantenuto anche questa settimana, in risposta alle speculazioni mediatiche su una presunta colpevolezza emersa ancor prima di una decisione ufficiale.
In un comunicato ufficiale del club, il presidente Khaldoon Al Mubarak ha dichiarato: “Faccio parte di questa società da 18 anni, ho avuto l’onore di stare al vostro fianco all’Etihad Stadium, a Wembley e a Istanbul. Questo club mi è molto caro e mi avete dimostrato più e più volte quanto il Manchester City sia importante per voi. È per questo che vi scrivo oggi”.
Il presidente ha poi aggiunto: “Dopo le notizie diffuse dai media venerdì, molti di voi hanno trascorso la serata a rispondere alle domande e ai messaggi di amici, familiari e colleghi. L’ho fatto anch’io. Ecco cosa ho detto alla mia famiglia: c’è ancora molta strada da fare nel procedimento della Premier League e la nostra fiducia, così come la determinazione a dimostrare l’innocenza del club, rimangono forti come all’inizio”.
Al Mubarak, figura centrale nei successi del City dal 2008, ha concluso: “Ci sono molte cose che vorrei condividere con voi per spiegare il motivo per cui riponiamo così grande fiducia nella nostra posizione, ma il nostro totale impegno a rispettare la riservatezza delle procedure legali me lo impedisce in questo momento. Anche questo messaggio è stato sottoposto a vari controlli legali per garantirne la conformità”.
L’Abu Dhabi United Group for Development and Investment (ADUG), di proprietà dello sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti, ha acquisito il club nel 2008. Da allora, il Manchester City ha conquistato i massimi titoli, tra cui la Premier League, la Champions League e tutti i trofei nazionali, continentali e mondiali disponibili.
Altri messaggi di sostegno
Attestati di solidarietà sono giunti anche dai rivali storici del Manchester City durante la sua epoca d’oro. Andy Robertson, stella e leggenda del Liverpool, ha commentato così i recenti sviluppi: “Per quanto mi riguarda, i giocatori del Manchester City hanno ampiamente dimostrato il loro valore in campo”.
“Non conosco a fondo i dettagli delle accuse”, ha aggiunto Robertson, “ma so che il City ha avuto una squadra incredibile, un avversario contro cui ho amato competere. Non credo affatto che i giocatori possano essere incolpati di queste dinamiche”.
Sulla vicenda si è espresso anche il giocatore del Barcellona Rodri: “Credo nel sistema giudiziario e credo nell’innocenza del Manchester City rispetto a tutte le accuse che gli vengono mosse. Hanno sempre espresso con certezza di non aver commesso alcun illecito; noi ci crediamo e ci fidiamo del club”.
