Carcere di Tempio al centro di una visita.
La Sezione AIGA Olbia–Tempio ha effettuato in data odierna una visita presso il carcere di Tempio Pausania, nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Nazionale AIGA sulle Carceri (ONAC). La delegazione, composta dall’avvocata Donatella Corronciu, referente territoriale ONAC per la Gallura, dall’avvocato Arrigo Delaria, Presidente della Sezione e dalla dottoressa Gaia Morelli, Segretaria, ha incontrato la Direttrice dell’Istituto, dottoressa Veronica Proietti, la Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria, Dottoressa Mariotti, nonché il personale in servizio.
La situazione alla Casa di Reclusione “Paolo Pittalis”
Dalla visita è emerso un quadro ampiamente positivo, con una struttura che si distingue per organizzazione, sicurezza e qualità delle attività trattamentali. Permangono tuttavia alcune criticità sul piano sanitario, già note all’amministrazione penitenziaria e riconducibili principalmente alla difficoltà di reperimento di personale specializzato nel territorio. In particolare, si rileva l’esigenza di garantire maggiore continuità nell’assistenza alle situazioni di fragilità sotto il profilo psichico.
Il servizio psicologico, attivo fino a pochi giorni fa, risulta temporaneamente sospeso per la difficoltà di reperire professionisti disponibili. Tali elementi evidenziano l’opportunità di una maggiore attenzione al presidio sanitario, con particolare riguardo alla continuità dell’assistenza specialistica.
Dichiarazioni.
L’avvocato Arrigo Delaria, Presidente della Sezione, dichiara: “La visita ha evidenziato una struttura di assoluto rilievo, che si distingue per organizzazione, qualità delle attività trattamentali e attenzione alla persona. Riteniamo che l’Istituto rappresenti una realtà virtuosa nel panorama penitenziario. Le criticità emerse, in particolare sul piano sanitario, appaiono riconducibili a difficoltà di carattere territoriale e non alla gestione interna.”
L’avvocata Donatella Corronciu, referente territoriale ONAC, aggiunge: “Dai dati raccolti si ricava l’esigenza di garantire continuità e adeguatezza nell’assistenza sanitaria specialistica, con particolare attenzione ai profili di fragilità psichica. Come avvocati, non possiamo tralasciare il fatto che la finalità rieducativa della pena non può essere scissa dal benessere fisico e psichico dei soggetti che ne sono interessati.”
La dottoressa Gaia Morelli, Segretaria della Sezione, conclude: “L’esperienza conferma l’importanza del coinvolgimento della giovane avvocatura nella conoscenza diretta del sistema penitenziario e delle modalità con cui viene applicato il principio di rieducazione.” La visita si è svolta in un clima di piena collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di contribuire – anche attraverso l’attività dell’ONAC – al miglioramento delle condizioni detentive e dei percorsi di reinserimento.
