Elezioni a Tempio, Cugini guida il progetto Pd tra le divisioni

Marina Tamponi, Renato Cugini

Renato Cugini guida il progetto Pd in vista delle elezioni a Tempio.

Da alcune settimane, nel dibattito interno al Partito Democratico di Tempio Pausania, un nome ricorre con insistenza: quello di Renato Cugini. Ex consigliere regionale, figura storica della sinistra sarda, Cugini viene indicato come il principale regista e coordinatore del progetto politico presentato pubblicamente come “unitario” dalla segretaria del Pd Marina Tamponi. Eppure, proprio l’assemblea pubblica che avrebbe dovuto segnare il momento di sintesi e rilancio del percorso ha restituito un quadro ben diverso: assenze pesanti nel Pd cittadino, interventi in aperto dissenso con la linea ufficiale e una direzione politica che appare tutt’altro che condivisa.

Nei giorni precedenti all’incontro, questa testata – sulla base di indiscrezioni interne – aveva anticipato che Cugini stesse lavorando in prima persona alla costruzione di una nuova lista di centrosinistra, la quinta in campo in vista delle elezioni amministrative di primavera. A quell’anticipazione erano seguite prese di posizione critiche, soprattutto sui social, da parte di esponenti del Partito Democratico, che avevano bollato la notizia come infondata. I fatti, però, sembrano raccontare altro.

Nel corso dell’assemblea, dopo un primo giro di interventi, e nonostante la segretaria Marina Tamponi avesse più volte ribadito la volontà di avviare un percorso “dal basso”, senza candidature calate dall’alto – distinguendosi così, nelle sue parole, dagli altri candidati sindaco- è stato proprio Renato Cugini a prendere la parola e a calare l’asso nella manica, ovvero l’indicazione pubblica della stessa Tamponi come candidata sindaco. Una proposta arrivata a pochi minuti dall’avvio del confronto e che ha di fatto smentito l’impostazione annunciata poco prima. La segretaria ha manifestato sorpresa per l’investitura ricevuta, ma il segnale politico era ormai chiaro: la linea era stata tracciata.

Chi è, dunque, Renato Cugini, oggi il regista dell’operazione? Nato a Calangianus nel 1948, Cugini è stato più volte eletto nel Consiglio regionale della Sardegna nelle file del centrosinistra, con Sinistra Federalista Sarda e Democratici di Sinistra, nelle legislature XI, XII e XIII, rappresentando il collegio di Olbia-Tempio. Oggi è tra i promotori di Sinistra Futura, una formazione che a Tempio conta pochi iscritti. Uno di questi, Giovanni Tendas, era presente al tavolo dell’assemblea. Accanto a lui, Giampiero Cannas per Rifondazione Comunista e Nicola Luciano per l’associazione 25 Aprile. Quest’ultimo ha però precisato pubblicamente che l’associazione “non è un partito” e che la sua partecipazione avrebbe comportato una sospensione dall’attività associativa, proprio per evitare coinvolgimenti diretti nella politica attiva. Di fatto, il progetto promosso da Cugini poggia su Partito Democratico, Rifondazione Comunista e Sinistra Futura. Un’alleanza che viene presentata come inclusiva, ma che nei fatti non rappresenta l’intero centrosinistra cittadino.

All’interno del Pd, la frattura è ormai evidente e resa pubblica. Da un lato la linea della segretaria Marina Tamponi, dall’altro posizioni come quella di Mario Addis, che ha espresso una visione diversa sulle alleanze e sul percorso da seguire. Pesano anche le assenze: tra queste quella del presidente provinciale del Pd, il tempiese Antonio Balata, che secondo diverse voci sarebbe vicino al sindaco uscente Gianni Addis. Voci smentite nei giorni scorsi dalla stessa Tamponi, ma che continuano ad alimentare il clima di incertezza.

Restano poi aperti i nodi nei rapporti con altre figure storiche del centrosinistra tempiese. Nicola Comerci, considerato uno dei principali riferimenti dell’area, non sembrerebbe orientato a sostenere questo progetto. E come lui altri. Con la scadenza per la presentazione di liste e programmi ormai alle porte l’attenzione è ora concentrata sulle prossime mosse del regista Renato Cugini e sulla reale tenuta di un percorso che, almeno per ora, appare più fragile di quanto venga raccontato.

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