A Tempio record di domande per i bonus spesa: consegnati già 11mila euro di tagliandi

I bonus spesa a Tempio.

Circa 70 richieste evase in meno di 24 ore per complessivi 11.000 euro. In maniera intensa e veloce ha preso avvio a pochi giorni di distanza dall’ordinanza che ne disciplina la procedura e dall’emanazione dell’ordinanza della protezione civile nazionale la misura chiamata “solidarietà alimentare” studiata per aiutare chi non ha i soldi per fare la spesa ed è stato duramente colpito dall’emergenza sanitaria in corso a causa della chiusura delle attività o di altre misure di contenimento al virus. “La risposta della comunità – racconta l’assessore ai Servizi Sociali Anna Paola Aisoni -. non ci ha sorpreso. Siamo infatti consapevoli delle grandi difficoltà nelle quali versano moltissime famiglie”.

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Con questa consapevolezza la struttura organizzativa e tecnica ha prodotto il massimo sforzo per fare in modo che la procedura di accesso alle risorse prendesse avvio il prima possibile. Cosi è stato: da mercoledì 1 aprile è possibile presentare richiesta con apposito modulo e, praticamente nel giro di poche ore, sono stati consegnati i primi buoni spendibili presso le attività commerciali che hanno aderito (LIDL Italia, Gi.sa.si Market, Macelleria Aggese, La Boutique delle carni, Pescheria Antonio Cimino, La Quercia, Macellai Galluresi, Supermercati Marcello, Gi.Ri. Marchet, Alimentari Bontà Sotto Casa, Conad, Idea Frutta, Macelleria Pes, AG Alimentari, Macelleria Salumeria Minutti, Macelleria Mazzone, Azienda Agricola Usai, Macelleria Muzzeddu a San Pasquale, Market Occhioni Severina a Bassacutena). L’analisi dei primi dati mostra che un rilevante numero di richieste pervengono al Comune e alla Caritas e vengono evase entro poche ore dalla presentazione con la consegna di buoni spesa in tagli da 25 euro, in base al numero dei componenti familiari compresi i minori.

Dalle richieste già evase emerge la presenza di nuclei familiari numerosi di persone che non sono mai state in carico al servizio sociale. Questa misura è infatti diretta a quelle famiglie danneggiate dall’emergenza coronavirus e che non percepiscono alcun sussidio dal servizio sociale. In tal senso infatti il Servizio Sociale supporta costantemente la Caritas al fine di eseguire i dovuti controlli sulla veridicità delle autocertificazioni.

“La scelta dell’amministrazione di utilizzare le risorse tramite buoni spesa – sottolinea il vicesindaco Gianni Addis – e non attraverso la consegna diretta dei prodotti, è finalizzata a preservare, in questo particolare momento per i cittadini, la dignità e la la libertà personale di scegliere i prodotti da acquistare e scegliere dove acquistarli”

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