Ospedale di Tempio, il contenuto dell’esposto che sarà presentato in procura

A breve inizierà la raccolta firme.

Tutto pronto per la sottoscrizione dell’esposto del movimento Abali Basta riguardo le condizioni del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Tempio. Come noto, il reparto è inattivo da un anno e la materia è stata al centro delle diverse rivendicazioni in difesa del Dettori.

L’esposto, curato da diversi militanti del movimento e, soprattutto, dall’avvocato Martinella Diana è stato presentato nel pomeriggio di ieri nel corso di una partecipata assemblea generale nella sala Cup del Dettori.

“Manca un provvedimento finalizzato a revocare la sospensione di aprile 2018, nonostante questa operatività in seguito fosse possibile data la disponibilità del personale preposto ad una normale attività del reparto. Questo però non è mai avvenuto”, ha dichiarato Diana.

L’esposto per il reparto di Ginecologia e Ostetricia verrà sottoscritto da numerosi cittadini e, in seguito, inoltrato all’autorità giudiziaria. Nel testo si evidenziano i presunti profili di interruzione di pubblico servizio e abuso di potere, oltre lo spreco di risorse pubbliche impiegate per remunerare unità di personale.

Inoltre, l’esposto cita il caso dei due dirigenti medici che da Nuoro avrebbero dovuto stipulare una collaborazione temporanea (12 mesi) al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza nel reparto. La collaborazione avverrà poi con una unità di personale, in forza di una determinazione dell’Ats del 4 maggio. Nonostante questo il reparto ha continuato ad essere inattivo.

L’esposto evidenzia in particolare che “alla data del 20/05/2018 la situazione di emergenza appariva rientrata alla normalità e da quella data in poi, a quanto è dato sapere, l’andamento delle assenza del personale medico in forza al reparto è stato del tutto fisiologico”.

Nelle prossime ore Abali Basta comunicherà le modalità per la raccolta delle firme al fine di sottoscrivere l’azione legale. Ore cruciali anche alla luce delle condizioni di un altro reparto, Chirurgia, anch’esso a rischio di stop per mancanza di personale. Un’eventualità che avrebbe ricadute sull’operatività del reparto di Ortopedia facendo precipitare il Paolo Dettori in una condizione ancora peggiore di quella registrata e denunciata negli ultimi mesi.

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