Nei porti di Santa Teresa e Trinità d’Agultu arrivano le isole ecologiche

Il progetto per i rifiuti portuali.

Nascono le isole ecologiche portuali a Santa Teresa e Trinità d’Agultu nel porto di Isola Rossa. Il progetto è stato illustrato nell’ambito del Convegno Transfrontaliero P.Ri.S.Ma. MED. Al progetto è stato riconosciuto un finanziamento di 235mila euro dei quali 150mila, con i quali è stata bandita la gara d’appalto che consentirà la realizzazione di 5 postazioni per il conferimento dei rifiuti, di ultima generazione e informatizzate con gestione da remoto che offriranno agli utenti dei due porti un servizio di qualità fino ad oggi carente e problematico. Il progetto è finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Italia-Francia Marittimo (Cofinanziamento FESR 1milione e 664mila778) ed ha durata triennale fino a marzo 2021.

P.Ri.S.Ma-MED, acronimo di Piano RIfiuti e Scarti in Mare di pesca, acquacoltura e diporto nel Mediterraneo è un progetto finalizzato ad innovare la governance e la gestione integrata, nei porti commerciali, di rifiuti e scarti derivanti da pesca, acquacoltura e diporto attraverso l’adozione di un Piano rifiuti e scarti pesca/acquacoltura/diporto. L’Unione dei Comuni Alta Gallura ha partecipato in qualità di partner. Oltre alla Sardegna, il progetto ha coinvolto 4 regioni italiane, come Toscana, Liguria e Corsica e altri 7 partners coordinati da Regione Liguria, tra i quali il Flag Nord Sardegna e la Chambre de Commerce et d’Industrie d’Ajaccio et de la Corse-du-Sud.

Ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti finiscono in mare o in ambito portuale, a causa della cattiva gestione e raccolta dei rifiuti, mancanza di infrastrutture, poca conoscenza sulle gravi conseguenze sull’habitat naturale. Nei porti della Gallura questi rifiuti hanno una gestione disorganizzata, privi di spazi per lo stoccaggio e smaltimento. Inoltre, i pescatori che raccolgono rifiuti dal mare, non trovando a terra strutture adeguate, li abbandonano nuovamente in acqua, contribuendo ad aumentare i problemi ambientali anche nelle aree portuali.

“Questo problema di portata internazionale non può essere risolto a livello locale – fanno sapere dall’Unione dei Comuni dell’Alta Gallura -, bensì affrontato dagli Stati membri in modo coordinato. In tale contesto, il progetto di cooperazione volto alla redazione di un Piano rifiuti pesca-acquacoltura/diporto, per la sua estensione ed azione coordinata e condivisa, può fornire soluzioni reali e riproducibili”.

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