La riflessione di Eman Rus sulla Costa Smeralda
Dopo averci trascorso tutta l’estate, Eman Rus ha concluso che “la Costa Smeralda è un incrocio tra un reality show di basso livello e un video musicale rap, con un pizzico di influencer marketing mal fatto”. Un posto che secondo il re olbiese dei fotomontaggi continua ad essere uno dei più belli al mondo, ma che viene danneggiato dal “circo che le ruota attorno”. Stando al pensiero che ha condiviso su Instagram, quella che una volta era una destinazione di lusso esclusiva, ora è “un palcoscenico per esibizionisti che scambiano la volgarità per ricchezza”. Eman Rus si scaglia soprattutto contro gli influencer. Questi “hanno il solo talento di far sembrare la Sardegna un set fotografico mal riuscito. Passano le giornate a contattare aziende locali cercando di scroccare anche una colazione in cambio di un tag”. Ed è a causa di questo genere di figure che il baricentro intellettuale della Costa si sarebbe spostato. I discorsi sull’arte e la cultura hanno virato sui followers e sull’outfit più costoso.
“C’era una volta…”
Lo sguardo di Eman Rus, che per anni ha lavorato a Porto Cervo e tuttora collabora con le realtà locali, è nostalgico. Si volge al periodo in cui la Costa Smeralda era “un paradiso esclusivo, riservato a chi sapeva apprezzare l’eleganza sobria e l’arte del far niente”. E richiama alla memoria personaggi come Lady Diana, Jackie Kennedy, Margaret d’Inghilterra, Grace Kelly e Brigitte Bardot. Eman Rus, soprattutto, ricorda le figure di Karim Aga Khan e dell’architetto Jacques Coelle. Questi, secondo lui, hanno fatto la storia di quella parte di Gallura: “Allora il lusso non era un’esibizione sguaiata, ma un sussurro sofisticato, non era una sventolata di tovaglioli bianchi al ristorante più in voga del momento, era una tela dipinta con gesti di classe e discrezione”.
