Il giudice accoglie perizia psichiatrica e rito abbreviato per gli imputati del caso di pedofilia in Gallura.
Si è aperto oggi il processo per il giro di pedofilia in Gallura, con un uomo accusato di aver continuamente violentato e ripreso il figlio di 8 anni per condividere in rete il materiale pedopornografico. Stando a quanto riporta La Nuova Sardegna, nell’udienza preliminare, il gup del tribunale di Cagliari, Michele Contini, ha ammesso il rito alternativo con perizia psichiatrica per tutti e tre gli accusati. Ciò può dunque portare a uno sconto di pena per gli imputati.
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Nella prossima udienza verrà conferito l’incarico al perito. L’imputato con le accuse più gravi, quelle di aver abusato e ripreso più volte sessualmente del figlioletto, ha chiesto di essere processato con rito abbreviato con perizia psichiatrica. Il giudice ha accolto anche le medesime richieste degli altri due imputati, un uomo e una donna. Il 42enne è accusato in concorso con un 31enne di pornografia minorile continuata e aggravata e violenza sessuale continuata e aggravata ai danni di altri tre minori.
I bambini venivano costretti a fare video a luci rosse dal papà di una vittima. L’inchiesta è partita a marzo 2024 in un paese dell’Alta Gallura, dopo la denuncia dell’ex moglie del 42enne, quando il piccolo ha trovato il coraggio di confidarsi con lei. Due vittime di abusi, tra cui il bambino, si sono costituite parte civile con l’avvocata Monica Liguori. In tutto sono cinque i bambini che sarebbero stati abusati e sono anti i video che ritraggono i minori e altre persone coinvolte per aver visto i contenuti pedopornografici.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri di Tempio e coordinate dalla Dda di Cagliari, che si occupa di reati legati alla pedopornografia. A processo anche una 32enne che avrebbe avuto un rapporto sessuale con il 42enne davanti alla figlia di pochi anni. La donna è accusata di corruzione di minore.
