Il ricordo delle vittime del Ciclone Cleopatra a Olbia.
Undici anni sono passati da quel drammatico 18 novembre 2013, quando l’alluvione portò via nove vite innocenti, segnando indelebilmente la storia di Olbia. Nella giornata di oggi, la comunità olbiese si è raccolta per commemorare le vittime con una cerimonia toccante, alla presenza di tutte le autorità civili e militari.
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La commovente cerimonia di commemorazione si è svolta presso il monumento in granito realizzato dall’artista Nicola Filia, diventato il cuore di questo momento di riflessione. Il sindaco Settimo Nizzi, nel suo discorso, ha espresso parole di cordoglio e impegno: “Parlare per ricordare nove vite umane spezzate da un evento calamitoso naturale è sempre difficile. Questo monumento ci ricorda che dobbiamo lavorare per evitare che tragedie simili si ripetano. Il dolore delle famiglie che hanno perso i loro cari resterà per sempre, ma il nostro compito è costruire un futuro più sicuro per la nostra comunità”.
Tra gli impegni citati dal primo cittadino, il completamento della variante generale del piano idrogeologico rappresenta un passo fondamentale per la sicurezza del territorio. “Il progetto per realizzare le opere è in fase di valutazione d’impatto ambientale, e ci auguriamo che presto si possa iniziare. Ogni amministrazione, oggi e domani, ha il dovere di lavorare in questa direzione, perché la salvaguardia ambientale non può più essere rimandata”.
La cerimonia è stata anche un’occasione per ricordare l’eccezionale risposta della comunità durante quei giorni di emergenza. “Vorrei ringraziare chi allora ha lavorato giorno e notte, incurante dei pericoli: le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco, le associazioni di volontariato e tutti i cittadini che hanno spalato fango e distribuito cibo e indumenti,” ha detto Nizzi. “Sono loro che hanno reso possibile la rinascita di Olbia”.
Tra i presenti, il vicepresidente della Regione Sardegna Giuseppe Meloni, il presidente della provincia del Nord Est Sardegna Rino Piccinnu, il consigliere regionale Roberto Li Gioi, la prefetta di Sassari Grazia La Fauci, il procuratore Gregorio Capasso, e rappresentanti di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Marina, Barracelli, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa e tantissimi altri.
Nel silenzio carico di emozione, sono stati pronunciati i nomi delle nove vittime che hanno perso la vita in quel tragico giorno. L’elenco è inciso nella lapide sul lungomare Josemaria Escrivà de Balaguer, di fronte all’imponente monumento dello scultore Nicola Filia, composto da nove monoliti di granito. “Ecco i loro nomi affiché non venga meno la memoria – ha detto don Gianni Sini, parroco de “La Salette”: Sebastiana Brundu, Bruno Fiore, Maria Loriga, Patrizia Corona e la figlia Morgana Giagoni, Enrico Mazzoccu e suo figlio Francesco, Maria Massa e Anna Ragnedda“.
Il triste anniversario è stato ricordato con un gesto inaspettato e commovente. Una bambina del posto ha portato una girandola colorata, lasciandola accanto al monumento dedicato alle vittime. La girandola sembrava portare un messaggio di speranza: nonostante la perdita, la vita va avanti, e il ricordo di chi non c’è più resta vivo nel cuore della comunità. In chiusura, il sindaco ha lanciato un appello: “Lavoriamo insieme, per noi e per i nostri figli. Non dimentichiamo mai il passato, ma facciamone la base su cui costruire un futuro più sicuro e più giusto.”
