Bambino segregato ad Arzachena, altre famiglie coinvolte

L’11enne di Arzachena potrebbe non essere il solo.

La zia del bambino segregato in casa ad Arzachena potrebbe aver fatto altre vittime. E’ su questo punto che si stanno ora concentrando le indagini degli investigatori.

Dopo la prima confessione da parte della zia 41enne e le registrazioni audio, trovate sul cellulare, che hanno aiutato gli inquirenti a ricostruire i maltrattamenti l’inchiesta potrebbe allargarsi coinvolgendo altre 2 o tre famiglie.

Nell’ordinanza di carcerazione del giudice una dei motivi per cui sono stati negati gli arresti domiciliari alla donna è la possibilità di ripetere le stesse violenze con persone a lei vicine. Difficile che con “persone a lei vicine” il giudice faccia riferimento ai genitori del piccolo 11enne che non hanno più contatti con la 41enne.

E’ molto più probabile che dietro questa motivazione ci sia qualcosa di ben più preciso, una pista che gli investigatori in queste giorni stanno verificando in un’indagine che ogni giorno si arricchisce di nuovi particolari.

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