Villetta degli orrori di Arzachena, la zia confessa le torture al bambino di 11 anni: “Era lei il regista”

La zia ha confessato davanti al gip di Tempio.

La zia è crollata e ha confessato. Davanti al gip del tribunale di Tempio Pausania, Caterina Interlandi, la zia del bambino di 11 anni segregato nella casa di Arzachena, ha ammesso le sue responsabilità.

Era lei la regista delle vessazioni, come ricostruito dal procuratore Gregorio Capasso, insieme ai carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia, guidati dal colonnello Davide Crapa. Le registrazioni audio, trovate sul cellulare, sono servite a suffragare la ricostruzione degli investigatori, che lunedì hanno arrestato la donna, 41enne di Olbia e sorella della madre del piccolo.

Durante l’interrogatorio di oggi a Tempio, durato tre ore, la zia ha deciso di rispondere ai magistrati e ha ricostruito cosa succedeva in quella villetta degli orrori. Punizioni sistematiche, che prevedevano la segregazione in una stanza al buio per ore dell’undicenne senza il materasso e con solo un secchio per fare i bisogni.

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Vere torture fisiche e psicologiche, come hanno sottolineato i magistrati, che il bambino ha descritto nel suo diario, ma che, probabilmente, saranno difficili da cancellare dalla sua mente. La zia, alla fine, ha deciso confessare. Dopo l’interrogatorio è stata riaccompagnata nel carcere di Bancali.

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