Cane ucciso a fucilate a Olbia, scatta la querela: “Esecuzione a bruciapelo”

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Formalizzata la querela contro il cacciatore accusato di aver deliberatamente ucciso un cane a Olbia

Parlano di un’esecuzione a bruciapelo e chiedono provvedimenti contro il cacciatore accusato di aver ucciso un cane a Olbia le associazioni “Lida sezione Olbia” e “Zampe che danno una mano” sono passate dalle parole ai fatti. L’associazione olbiese di Cosetta Prontu ha denunciato il grave episodio avvenuto l’8 ottobre e ora arriva la denuncia-querela presentata dall’avvocata Giada Bernardi. Secondo la loro ricostruzione un cacciatore si è introdotto in un terreno privato e ha sparato contro il cane Zeus. L’uomo avrebbe poi cercato di far sparire il cadavere del povero maremmano e minacciato il padrone.

La morte di Zeus finisce in Procura

Ora le due associazioni si sono formalmente rivolte alla Procura di Tempio denunciando uccisione e maltrattamento di animale, aggravati dalla crudeltà e dai futili motivi. Ricordano che in quel terreno di via Olbana il cacciatore ha prima scagliato diverse pietre verso il cane per poi ferirlo con uno sparo. A quel punto si sarebbe avvicinato per finirlo con una seconda fucilata. Poi avrebbe preso la carcassa e trascinata fino a un canale tra i rovi.

I fatti, di una gravità inaudita, hanno visto un cacciatore introdursi abusivamente all’interno di una proprietà privata recintata in via Olbana. Di fronte al semplice abbaiare del cane Maremmano Zeus, l’uomo ha scatenato una violenza inaudita: dopo aver bersagliato l’animale con un fitto lancio di pietre, ha imbracciato il fucile da caccia ferendolo con un primo sparo e si è poi avvicinato per poi letteralmente giustiziarlo a bruciapelo con un secondo colpo di grazia. Non contento, ha afferrato la carcassa per le zampe e l’ha trascinata per metri fino a scaraventarla in un canale tra i rovi.

Cosetta Prontu e Giada Bernardi

“Siamo di fronte a un atto di una ferocia ed un’arroganza inaccettabili. Un’ esecuzione a bruciapelo spietata e ingiustificata”. Lo dichiarano Cosetta Prontu (Lida Olbia) e Giada Bernardi (Zampe che danno una mano). “Zeus è stato massacrato all’interno del suo territorio domestico senza alcuna ragione o pericolo. Chi imbraccia un fucile e giustizia a freddo un animale inerme, che peraltro stava difendendo il suo territorio, dimostra una spietatezza e un’assenza di empatia che spaventano”.

Le due associazioni chiedono il sequestro del fucile e la revoca del porto d’armi. “Chi dimostra tale facilità nell’usare un’arma da fuoco per sopprimere la vita di un animale non possiede i requisiti morali e psicologici per detenere armi e rappresenta un pericolo costante e concreto per l’intera collettività – denuncia l’avvocata Giada Bernardi-. Gli animali sono esseri viventi e senzienti, direttamente tutelati dalla norma penale e dalla Costituzione: andremo fino in fondo in ogni sede giudiziaria affinché questo ennesimo ed orribile crimine non resti impunito”.

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