Ordinanza sui cani a Olbia, scontro tra animalisti e insulti online

Enrico Rizzi cani

Rizzi contro la Lida sull’ordinanza dei randagi a Olbia.

Le polemiche contro l’ordinanza di Olbia che vieta di dare da mangiare ai cani randagi non si sono placate. Già nella giornata di ieri Enrico Rizzi, noto attivista per i diritti degli animali, aveva attaccato il sindaco Settimo Nizzi per il provvedimento. Successivamente, l’esponente animalista ha criticato anche l’associazione Lida di Olbia, colpevole a suo dire di non aver preso le sue parti nella vicenda poiché secondo loro ”non è un’ordinanza contro i cani”.

Attacchi alla Lida.

Oggi Rizzi è tornato sulla questione pubblicando un nuovo post in cui attacca duramente l’associazione che gestisce il rifugio di Olbia, definendo le loro prese di posizione come veri e propri attacchi personali. ”Hanno deciso di attaccare me, sostenendo che starei facendo allarmismo”, ha dichiarato l’attivista, che ha poi aggiunto: “Mi colpisce, inoltre, che proprio la LIDA di Olbia, associazione che opera in convenzione con il Comune da anni e che riceve risorse pubbliche per lo svolgimento delle proprie attività (nel 2023 oltre 350 mila euro ricevuti) abbia scelto di difendere il sindaco invece di difendere gli animali. Mi colpisce e non sorprende perché prendendo denaro da quell’ente, risulterebbe difficile andargli contro”.

Insulti online.

A distanza di poche ore dalla pubblicazione dei due post, la tensione si è spostata sui messaggi privati, dove Rizzi è stato bersaglio di pesanti insulti per aver affermato che in Sardegna gli animali non godrebbero di un buon trattamento. L’attivista, d’altronde, non è nuovo a minacce e intimidazioni online a causa delle sue battaglie. In questo caso, un utente lo ha contattato privatamente scrivendo: “Perché non vieni in Gallura a parlare imbecille morto di fame. Hai rotto il cazzo, mi puoi pure querelare”. Rizzi ha deciso di rendere pubblico il messaggio, commentando con ironia: “Perle dalla Sardegna. Non insultatelo che lui lo ha già fatto con l’italiano”, evidenziando così gli errori grammaticali commessi dall’utente.

La vicenda mette in luce non solo la profonda spaccatura tra le diverse anime del mondo associazionistico e i singoli attivisti, ma evidenzia anche come il dibattito pubblico sui social network degeneri troppo spesso in insulti e minacce personali. Mentre la Lida di Olbia difende una linea di mediazione istituzionale legata all’applicazione letterale dei provvedimenti comunali, la posizione radicale di Rizzi continua a sollevare un polverone mediatico che sposta l’attenzione dal benessere animale allo scontro politico ed economico, esponendo l’attivista all’ennesima ondata di odio online.

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